Milioni di dollari per finanziare i gruppi filo-MAGA in Europa ed esportare la filosofia della destra conservatrice americana nel Vecchio Continente, per combattere l'ideologia "woke", le migrazioni e il cosiddetto "terrorismo rosso" anche sull'altra sponda dell'Atlantico.
È il piano che il Dipartimento di Stato americano sta portando avanti da mesi, prima in segreto e adesso con bandi pubblicati sul suo sito e con una conferenza a Washington alla quale sono stati invitati i rappresentanti di decine di paesi europei e non.
Nel frattempo, uno che è abituato a farsi gli affari degli altri, Elon Musk, è entrato a gamba tesa sul prossimo voto per le presidenziali in Francia con un post su X. Marine Le Pen "è l'ultima speranza", ha scritto l'uomo più ricco del mondo sulla sua piattaforma, sottolineando come la leader della destra francese stia prendendo il largo negli ultimi sondaggi.
I fondi offerti da Foggy Bottom, fino a 5 milioni di dollari, sono destinati a gruppi europei allineati con il movimento del presidente Donald Trump "Make America great again" (MAGA) che combattono la "censura" e sviluppano "legami di civiltà" tra gli Stati Uniti e il Vecchio continente.
Organizzazioni della società civile e non governative europee, nonché istituzioni educative e gruppi a scopo di lucro che intendono "affrontare le sfide relative alla sovranità nazionale, alla migrazione, alla censura e alla guerra legale in linea con la filosofia politica condivisa, il diritto e il nostro comune patrimonio di civiltà occidentale".
Secondo il "Financial Times", che ha rivelato per primo la storia lo scorso febbraio, i finanziamenti rappresentano uno dei primi passi di Trump per trasformare in politiche concrete la sua crescente retorica contro l'Europa, accusata in particolare di minacciare la libertà di parola per via di alcune normative contro le big tech americane.
"Istituzioni e governi sovranazionali stanno usando il potere statale per minare i principi fondamentali dell'autogoverno democratico attraverso leggi sull'incitamento all'odio e regolamenti sui contenuti online eccessivamente ampi e vaghi, che controllano e puniscono la libertà di parola, sopprimendo al contempo la partecipazione politica", si legge in una nota del Dipartimento di Stato.
Intanto il segretario di Stato Marco Rubio presenzia nella capitale americana una riunione con oltre 60 ministri incentrata su quella che l'amministrazione americana considera una grave minaccia per gli Stati Uniti e il mondo: la "rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra".
L'iniziativa ha suscitato preoccupazione tra alcuni alleati europei e analisti indipendenti, ma anche tra funzionari americani e diplomatici che temono un ritorno al maccartismo degli anni '50.
Il rischio, secondo i critici, è che Washington voglia sfruttare un summit internazionale per giustificare un ampliamento della definizione di "organizzazione terroristica straniera" in modo da poter agire contro cittadini americani legati al movimento "Antifa" o considerati "pericolosi comunisti", come Trump ha preso a chiamare i rappresentanti dell'ala più liberal del Partito democratico.