Estero

USA: Trump e il discorso alla nazione per scavalcare i media

14 luglio 2026
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Donald Trump nega le difficoltà che per molti sta attraversando la sua presidenza, testimoniato dal drastico calo di popolarità nei sondaggi. E, sempre più insofferente alle critiche, il presidente americano vuole rovesciare la versione di quei media "fake news" (come lui li definisce) che ogni giorno lo attaccano sulla politica estera e sul fronte di quella interna. Da qui nasce la scelta di rivolgersi direttamente agli americani, scavalcando giornali e tv che a suo dire dipingono un realtà fantasiosa.

Il discorso alla nazione che ha annunciato per giovedì sera (le 03.00 di venerdì in Svizzera) sarà a tutto campo. Un "potpourri" come lo hanno definito alcune fonti della Casa Bianca, e spazierà dalla guerra in Iran alle elezioni, quelle passate ("rubate") e quelle future. L'obiettivo è chiaro: riprendere in mano la narrazione dei fatti e dialogare con la sua base senza filtri, mostrando allo stesso tempo quello che definisce il suo ottimo stato di salute.

La scomparsa improvvisa del senatore Lindsey Graham e il ricovero prolungato di un altro senatore, Mitch McConnell, sono infatti tornati ad alimentare le polemiche sulla "gerontocrazia" della politica americana e rischiano di ritorcersi anche contro il presidente 80enne, che si è sottoposto a vari controlli medici negli ultimi mesi facendo temere per la sua tenuta fisica.

L'assenza di Graham e McConnell sta inoltre complicando l'agenda del presidente, impantanata al Senato dove i repubblicani non hanno i voti sufficienti per approvare le misure tanto a cuore a Trump, a partire dal Save America Act che l'inquilino della Casa Bianca reputa fondamentale per le elezioni di metà mandato.

Proprio del voto di novembre, in cui si rinnoverà gran parte del Congresso, il presidente parlerà agli americani, spiegando perché devono continuare a sostenere i repubblicani contro il "comunismo democratico" che avanza.

Secondo indiscrezioni, Trump ribadirà inoltre che sulle elezioni del 2020, quelle che perse contro Joe Biden, ci sono state interferenze, e stavolta avrebbe in mano delle presunte informazioni consegnategli dall'intelligence. Il 2020 è da anni un'ossessione per Trump, convinto ancora oggi di aver vinto e di essere stato vittima di brogli.

Per il partito di Trump la guerra in Iran è un macigno per le elezioni di midterm. Il conflitto è infatti criticato dalla maggioranza degli americani e dal popolo MAGA ("Make America Great Again"; lo slogan del presidente) che si è sentito tradito dal Trump per aver aperto una guerra in Medio Oriente che rischia di diventare una nuova "forever war".

Ai suoi sostenitori in primis e agli americani poi, Trump intende ribadire le sue ragioni, e chiarire una volta per tutte che gli Stati Uniti stanno vincendo senza se e senza ma, a prescindere da quello che le fake news riportano.

Il dossier Iran però è particolarmente spinoso. La guerra è responsabile dell'aumento dei prezzi che sta soffocando le famiglie americane e dei rapporti sempre più tesi con Israele. Il rischio è quello di alienarsi il voto ebraico alle midterm e, allo stesso tempo, quello di tutti gli americani che lo hanno votato perché credevano nelle sue ricette economiche.

È proprio sull'economia, suo cavallo di battaglia, che Trump viene bocciato nei sondaggi. Secondo le rilevazioni dell'American Research Group quasi 7 americani su 10 (il 66% per la precisione) lo bocciano su più fronti, dall'economia alla politica estera. Trump però ostenta sicurezza e, ignorando sondaggi e "fake news", sulla sua rete sociale Truth ha di recente rivendicato di avere un tasso di approvazione del 59%.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni