Segretario generale dell'Antitrust con precedenti incarichi nella vigilanza dei mercati e nell'Agcom, esperto di concorrenza e big data
In mattinata il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva anticipato l'intenzione di procedere, nel corso della settimana, ad assegnare la casella lasciata libera da oltre quattro mesi dal presidente Paolo Savona, giunto a scadenza del suo mandato. Subito si sono susseguite indiscrezioni sui possibili papabili e sulla possibile nomina nel Consiglio dei ministri convocato per domani pomeriggio. Poi, in tarda serata, qualificate fonti di governo hanno sciolto ogni riserva indicando il nome del nuovo responsabile dell'Autorità di Borsa.
Stazi è nato a Roma nel 1957. È segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato dall'8 marzo 2022, come si legge nel suo profilo sul sito dell'Agcm, in cui si ricorda che nella stessa authority in precedenza è stato responsabile del Comitato valutazioni economiche. L'economista, inoltre, è stato capo di gabinetto dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (2005-2012) e segretario generale della Consob (2013-2017). Dopo la laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", è stato assistente di Politica economica presso la facoltà di Giurisprudenza della Sapienza e di Scienza delle finanze alla Luiss di Roma.
Stazi ha insegnato Economia e politica della concorrenza nella facoltà di Scienze economiche e bancarie dell'Università di Siena ed è stato editorialista del quotidiano MF-Milano Finanza, oltre che autore di scritti e volumi in materia di antitrust, regolazione ed economia digitale.
In mattinata, leggendo la sua prima relazione in qualità di presidente vicaria, Chiara Mosca aveva indicato come "la vicarietà della presidenza è prevista dal regolamento di organizzazione e funzionamento per dare continuità all'attività dell'istituto" e "si è verificata in passato in altre tre occasioni". Dal suo primo giorno in qualità di vicaria è trascorso un periodo alimentato da attriti e veti reciproci che, invece di portare a una linea comune, hanno bruciato molti candidati nella corsa alla poltrona più prestigiosa dell'authority di Piazza Verdi. Tra i nomi citati: Marina Brogi, il consigliere economico di Palazzo Chigi Renato Loiero e Gabriella Alemanno, commissaria Consob. Tra la rosa di nomi, quello di Federico Freni ha creato lo stallo più pesante per il governo. La sua candidatura, sostenuta dalla Lega, si è scontrata con il muro alzato da Forza Italia e, in particolare, da Antonio Tajani, che ha insistito per un profilo terzo al fine di garantire l'indipendenza dell'autorità. Il sottosegretario al Mef ha così deciso di fare un passo indietro, motivando la scelta con la necessità di non voler essere un elemento di divisione. Le ultime limature sui candidati all'interno della maggioranza hanno quindi portato finalmente alla scelta condivisa di Stazi.