I mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati in Iran per cercare di ridurre la tensione e creare le condizioni per far ripartire le trattative. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i colloqui fra il Qatar e l'Iran sono ancora in corso "ma è chiaro che tutte e due le parti vogliono tornare al memorandum of understanding".
Intanto, Jeb Bush lancia l'allarme sui droni iraniani a Cuba. L'ex governatore della Florida ed ex candidato alle primarie repubblicane per la Casa Bianca - come riporta The Hill - sostiene che sarebbero oltre 300 i droni militari di Teheran schierati nell'isola caraibica, rilanciando indiscrezioni circolate nei mesi scorsi su presunti piani per colpire obiettivi americani come la base di Guantanamo o Key West.
"L'Iran ha rappresentato una minaccia costante per gli interessi di sicurezza condivisi dal nostro Paese e, certamente, da Israele - ha detto Bush durante un evento dell'organizzazione United Against Nuclear Iran, di cui è presidente - Ora vediamo che la minaccia non riguarda solo Israele e gli Stati Uniti, ma anche la regione del Golfo. Vorrei sottolineare che, secondo quanto riportato dalla stampa, a Cuba sarebbero presenti 300 di questi droni". Quindi ha elogiato gli sforzi dell'attuale amministrazione per contrastare le capacità militari della Repubblica islamica, affermando che "siamo a un passo dal creare un mondo molto più pacifico opponendoci a questa aggressione". Anche il deputato Carlos Gimenez, repubblicano della Florida, ha parlato dei droni, spiegando che i hanno "un raggio d'azione di circa 2'500 chilometri, e potrebbero raggiungere New York".
L'amministrazione Usa non ha confermato pubblicamente l'entità della minaccia, ma il mese scorso, durante una visita a Guantánamo Bay, il capo del Pentagono Pete Hegseth ha avvertito che le forze Usa sono "pronte ad affrontare qualsiasi eventualità".