Estero

Giappone valuta stoccaggio strategico della nafta

Il governo cerca scorte stabili dopo il calo delle importazioni dal Medio Oriente, con il 40% del fabbisogno coperto da lì e criticità tecniche sulla conservazione

8 luglio 2026
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Il Giappone sta valutando l'introduzione di un sistema di stoccaggio strategico della nafta, il derivato del petrolio necessario alla produzione di sostanze chimiche impiegate in una vasta gamma di beni di consumo. Lo ha reso noto martedì il ministro dell'Economia, Ryosei Akazawa, sullo sfondo delle crescenti preoccupazioni per l'approvvigionamento legate alle tensioni in Medio Oriente. L'obiettivo del governo è garantire forniture stabili del prodotto in caso di emergenza. La chiusura dello Stretto di Hormuz, seguita all'attacco contro l'Iran condotto da Stati Uniti e Israele a fine febbraio, ha determinato un drastico calo delle importazioni di nafta dal Medio Oriente, costringendo diverse aziende a sospendere la vendita di alcuni prodotti e a semplificarne il confezionamento. Il Giappone copriva il 40% del proprio fabbisogno interno di nafta con importazioni dal Medio Oriente, un'esposizione che rende l'intera filiera automobilistica vulnerabile alla crisi degli approvvigionamenti. Akazawa ha tuttavia ammesso che lo stoccaggio a lungo termine della nafta presenta criticità tecniche legate alla sua volatilità, rendendo complessa una conservazione prolungata. Quanto all'ipotesi di inserire la nafta tra i "prodotti critici specifici" previsti dalla legge nazionale sulla promozione della sicurezza economica, il ministro ha precisato che il governo intende valutare le misure più idonee per assicurarne la disponibilità.
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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni