Estero

Starmer lancia piano da 300 miliardi per il riarmo e spesa difesa al 4,2% del Pil

Bilancio Difesa sale a quasi 80 miliardi dal 2029, investimenti in sottomarini e caccia Tempest finanziati con tagli alle infrastrutture civili

30 giugno 2026
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È un piano di riarmo del Regno Unito presentato come "incremento record" di risorse dal premier dimissionario Keir Starmer, che punta a lasciare come eredità al Paese il rilancio delle spese militari dopo le forti critiche subite nelle scorse settimane sugli impegni non rispettati.

È quello che Sir Keir ha lanciato oggi per affrontare le "minacce" internazionali, a partire dalla Russia, mettendo nero su bianco un bilancio annuale per la Difesa che sale gradualmente a quasi 80 miliardi dal 2029, con la spesa complessiva destinata a schizzare al 4,2% del Pil dal 2035.

Si tratta del primo Paese di spicco nell'Alleanza atlantica ad avvicinarsi al 5% preteso in sede Nato dal presidente americano Donald Trump l'anno scorso, pur senza raggiungerlo. In termini complessivi, viene portato a 300 miliardi di sterline il totale delle risorse per la spesa militare britannica "nei prossimi quattro anni", con investimenti aggiuntivi passati dai 13,5 miliardi annuali stanziati a maggio ai 15 attuali.

Fondi che serviranno a rendere "il popolo britannico più sicuro", ha sottolineato il primo ministro laburista in un evento con la sua cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, mostrandosi fiducioso che così - assieme alle misure adottate "con gli alleati europei" - si potrà "scoraggiare" Mosca dalla tentazione di "attaccare" la Gran Bretagna.

Allo stesso tempo, Starmer ha ribadito l'impegno di Londra a "sostenere l'Ucraina" contro la Russia, mentre, in riferimento al vertice dell'Alleanza Atlantica del 7 luglio ad Ankara, ha difeso l'incremento delle spese militari come un contributo a "costruire una Nato più europea", seppure in un contesto che non deve escludere gli Usa, ma al contrario rafforzare "il legame transatlantico": tuttora vitale, a suo parere, nonostante gli attriti, per "mantenere la sicurezza del nostro Paese".

L'ambizioso Defence Investment Plan (Dip) prevede 64 miliardi di sterline per i sottomarini nucleari, 26 miliardi per "il più esteso ammodernamento delle basi navali da quasi mezzo secolo", come ha spiegato alla Camera dei Comuni il ministro della Difesa Dan Jarvis, e ancora 8,6 miliardi per la realizzazione con l'Italia e il Giappone del caccia di ultima generazione Tempest, oltre a investimenti sull'adeguamento tecnologico delle forze armate, dai droni all'intelligenza artificiale.

Jarvis, facendo eco a Sir Keir, ha definito il piano come "il più grande aumento" della spesa per la Difesa in una singola legislatura, ma non la pensano così i comandanti militari, che avevano chiesto 28 miliardi rispetto ai 15 ottenuti, i partiti d'opposizione e nemmeno l'ex ministro della Difesa, John Healey, dimessosi alcune settimane fa proprio per protestare a fronte delle promesse "non rispettate" dal premier in questo ambito.

"Deve essere fatto molto di più per affrontare la minaccia russa", ha detto Healey, ricordando come in base al nuovo piano la spesa militare rispetto al Pil si fermerà al 2,7% entro il 2030, lontano dal 3% del target Nato. Mentre il ministro della Difesa ombra dei Tory, James Cartlidge, ha accusato Starmer di essere "alla disperata ricerca di un'eredità politica", anche se questo si è tradotto in un intervento "troppo limitato e in ritardo".

Lo stesso premier dimissionario aveva sottolineato in una conferenza stampa dopo il suo annuncio che - qualunque cifra si stanzi - "ci sarà sempre qualcuno pronto a dire che si doveva spendere di più". E per finanziarla sono stati tagliati progetti per le infrastrutture civili, dalle strade all'energia.

Un controverso lascito per un capo di governo laburista che ha scelto come ultimi atti da un lato il riarmo e dall'altro la stretta sull'immigrazione e sull'asilo. Mentre Starmer non ha confermato né smentito di aver sottoposto il testo al suo atteso successore, l'esponente progressista Andy Burnham, che presto si troverà a gestire il delicato dossier.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni