Bagno di folla per Donald Trump. Con uno show davanti al suo popolo MAGA ("Make America Great Again", il suo slogan), il presidente americano mette le mani sulla festa per i 250 anni dell'America e la trasforma in un comizio, aprendo di fatto la corsa alle elezioni di metà mandato.
"L'America è tornata", ha detto alle migliaia di persone presenti a Washington per la Great American State Fair, con la quale si aprono ufficialmente le celebrazioni per i 250 anni della dichiarazione d'indipendenza degéi Stati Uniti.
"Sconfiggeremo il nuovo comunismo", ha tuonato riferendosi all'avanzata dei democratici socialisti dopo le vittorie alle primarie di New York dei candidati sostenuti dal sindaco Zohran Mamdani, definito più volte da Trump un "comunista".
Dopo aver cancellato, per le numerose defezioni, il concerto che avrebbe dovuto essere protagonista dell'evento, Trump se ne è reso protagonista concedendo un piccolo assaggio del "più grande comizio di tutti i tempi" che si terrà nella capitale il 4 luglio.
Sul palco è apparso rilassato, contento di essere tornato a rivolgersi alla sua base che non lo tradisce mai e lo sostiene senza se e senza ma. Ai suoi fan ha elencato i suoi successi, dal rendere Washington più bella nonostante il sabotaggio alla vasca del Lincoln Memorial alla guerra in Iran.
"Per la prima volta in 3'000 anni abbiamo la pace in Medio Oriente", ha annunciato tessendo le lodi della "sua" America. "Siamo una nazione giovane ma superiore a tutte le altre. L'America porta la fiaccola della civiltà occidentale", ha aggiunto notando come fra i vari primati che gli Stati Uniti detengono c'è anche quello di maggiore produttore al mondo di petrolio.
La grande festa per i 250 anni dell'America proseguirà nei prossimi giorni, sempre con Trump protagonista. Il 3 luglio il presidente è atteso a Mount Rushmore, in quel South Dakota che ospita i volti dei presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt scolpiti su un'imponente parete di granito.
Lo scorso anno Trump e alcuni repubblicani avevano aleggiato l'idea di aggiungere il volto del commander-in-chief al monumento, e un deputato conservatore si era spinto fino a presentare un progetto di legge per l'inclusione del presidente. L'iniziativa non ha avuto seguito ma, secondo indiscrezioni, Trump non ha ancora perso le speranze.
Dopo lo stop in South Dakota, il presidente rientrerà a Washington per i grandi festeggiamenti del 4 luglio, che includeranno anche il sorvolo della città da parte del nuovo Air Force One ricevuto in regalo dal Qatar.
In calo nei sondaggi e ai ferri corti con il Senato, il commander-in-chief vede nelle celebrazioni un'occasione per rilanciare la sua agenda e proiettare i repubblicani alla vittoria alle elezioni di midterm. Per convincere gli americani, Trump intende continuare a cavalcare la sua stretta sui migranti che lo ha aiutato in tutte le elezioni precedenti.
E può farlo anche grazie all'aiuto della Corte suprema. Con due decisioni storiche, i saggi hanno infatti consegnato al presidente due importanti "regali": l'Alta corte ha infatti stabilito che l'amministrazione può sia espellere alcuni migranti dal paese, sia respingerne altri al confine con il Messico, riconoscendo di fatto al presidente la prerogativa di definire la politica migratoria.
Per Trump le decisioni sono una spinta a procedere in attesa che i saggi si pronuncino su altri capisaldi dell'agenda presidenziale, a partire dallo ius soli che il presidente vuole abolire a tutti costi. I saggi sono però apparsi scettici sull'abolizione della cittadinanza per nascita, principio garantito dal 14esimo emendamento della Costituzione. Una bocciatura per Trump sarebbe uno schiaffo, un po' come quello dei dazi.