Estero

Almeno 500 aerei USA decollati dalle basi in Italia, polemica per le parole di Rutte

Il Ministero della Difesa parla di missioni di sola logistica; l'opposizione chiede chiarimenti in aula e la NATO attenua le dichiarazioni

24 giugno 2026
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Almeno 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione americana Epic Fury contro l'Iran. "Un numero enorme" di voli. Le parole del segretario generale della NATO, Mark Rutte, in un'intervista a Fox News piombano in Italia con un effetto dirompente.

Si riapre in un attimo il complesso dibattito sull'uso delle basi americane in Italia e sulle regole bilaterali che ne governano i limiti. Per di più, in un momento delicatissimo per le relazioni transatlantiche dell'Italia, gelate dallo scontro personale tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni proprio sullo scarso impegno di Roma nel supportare la guerra americana contro il regime degli ayatollah.

Immediata la reazione dell'opposizione, che chiede compatta che il governo riferisca in aula per spiegare cosa sia effettivamente successo. Il governo è intervenuto subito attraverso il Ministero della Difesa, che non smentisce i numerosi voli, precisando però che erano missioni di sola logistica. "Sorprende che il segretario della NATO, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati", si legge in una nota.

"L'Italia - viene ancora affermato - autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi". Una risposta che trova allineato tutto il governo, a partire dalla premier.

Passano poche ore e anche la NATO cerca di porre rimedio alle parole di Rutte ridimensionandone la portata: "il segretario generale ha sottolineato come gli Alleati, tra cui l'Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi militari e sorvoli", ha minimizzato un funzionario dell'Alleanza atlantica. "Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale Mark Rutte riguarda la logistica o l'assistenza tecnica".

La situazione resta però caldissima perché l'intera Europa è alle prese con relazioni difficili con il presidente americano. Ci si trova inoltre alla vigilia di un vertice della NATO che si presenta turbolento.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni