Al "Summer Davos" di Dalian il premier attribuisce i successi all'innovazione, cita Huawei e replica alle critiche di USA e UE
La competitività dei prodotti cinesi non dipende dai sussidi pubblici ma dalla capacità di innovazione delle imprese. È la posizione ribadita dal premier Li Qiang nel discorso inaugurale al "Summer Davos" di Dalian, nel nord-est della Cina, secondo quanto riportato dal Financial Times.
Li ha respinto le accuse rivolte da diversi partner commerciali di Pechino, sostenendo che "la chiave della competitività dei prodotti cinesi non è, come qualcuno sostiene, il ricorso ai sussidi governativi". Il premier ha aggiunto che il governo cinese "non è così ricco" da poter sostenere un sistema basato su aiuti pubblici diffusi.
Le dichiarazioni arrivano mentre crescono le tensioni commerciali tra la Cina e le economie occidentali. Stati Uniti e Unione europea accusano da tempo Pechino di utilizzare politiche industriali e sostegni statali che favorirebbero eccessi di capacità produttiva e una concorrenza ritenuta sleale. Il Fondo monetario internazionale ha stimato quest'anno che i sussidi in Cina equivalgano a circa il 4% del Pil.
Nel suo intervento Li ha invece attribuito i successi dell'industria cinese agli investimenti in ricerca e sviluppo, citando tra gli esempi Huawei, che nonostante le restrizioni statunitensi sull'accesso alle tecnologie avanzate avrebbe continuato a investire massicciamente in innovazione. Il premier ha inoltre criticato le narrazioni occidentali sul cosiddetto "secondo shock cinese", sostenendo che il Paese continua a offrire al mondo non solo opportunità di mercato ma anche "dividendi dell'innovazione".