Estero

Zelensky diserta la Conferenza di Danzica dopo lo scontro con Varsavia

La premier Yulia Svyrydenko rappresenterà l'Ucraina al vertice del 25-26 giugno; la controversia riguarda l'intitolazione a UPA e la revoca dell'Ordine dell'Aquila Bianca

23 giugno 2026
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La crisi diplomatica che da settimane avvelena i rapporti tra Varsavia e Kiev compie un nuovo salto di qualità. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non parteciperà alla Ukraine Recovery Conference, il vertice annuale dedicato alla ricostruzione del Paese, in programma il 25 e 26 giugno a Danzica, in Polonia. A nulla è servito l'appello salomonico del premier polacco Donald Tusk ad abbassare i toni. A stretto giro, da Kiev è arrivato l'annuncio che a rappresentare l'Ucraina a Danzica sarà la premier Yulia Svyrydenko.

Non si tratta di un boicottaggio ufficiale, almeno sulla carta, ma è l'ennesimo capitolo della polemica che oppone Varsavia e Kiev sulla memoria storica della Seconda guerra mondiale. Lo scontro è esploso dopo la decisione di Kiev di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), formazione nazionalista considerata in Ucraina un simbolo della lotta per l'indipendenza contro nazisti e sovietici, ma ritenuta in Polonia responsabile dei massacri di decine di migliaia di civili polacchi in Volinia tra il 1943 e il 1945.

La risposta del presidente polacco Karol Nawrocki non si è fatta attendere. La scorsa settimana il capo dello Stato, trumpiano di ferro, ha revocato a Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la più alta onorificenza civile polacca che gli era stata conferita nel 2023 come riconoscimento del ruolo svolto nella resistenza all'aggressione russa.

La mossa, a sua volta, ha provocato l'immediata reazione da parte di Kiev: Zelensky ha restituito simbolicamente il riconoscimento e, in segno di solidarietà, lo stesso hanno fatto gli ex presidenti Leonid Kuchma, Viktor Yushchenko e Petro Poroshenko. E proprio mentre Kiev continua a godere di una bonaccia favorevole sul piano politico e militare, il ritorno dei fantasmi della Seconda guerra mondiale rischia ora di incrinare uno dei cardini del fronte pro-ucraino. "Ciò che mina l'unità non è mai utile", ha osservato, non casualmente, un portavoce della Commissione Ue.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni