Tassi d'interesse confermati al 3,75% dalla Bank of England (BoE) nella riunione odierna del Comitato Monetario presieduto dal governatore Andrew Bailey.
La decisione rispetta le attese, sullo sfondo di un tasso d'inflazione fermo al 2,8% nel mese di maggio malgrado gli effetti della guerra in Medio Oriente innescata dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, ma comunque tuttora sopra il target del 2%.
A consolare il governo laburista di Keir Starmer resta il dato trimestrale dell'Office for National Statistics su un lieve calo della disoccupazione britannica dal picco del 5% al 4,9.
I tassi d'interesse nel Regno Unito restano così bloccati, sulla scia dell'analoga decisione adottata in settimana dalla Fed americana sotto la sua nuova leadership, per il sesto mese di fila a partire dal dicembre 2025. E dopo un paio di limitati tagli precedenti.
Il Comitato ha visto 7 membri a favore di questa scelta, contro due voti favorevoli a un nuovo ritocco cautelare al rialzo: sullo sfondo delle incognite economiche e politiche interne, nonché di un contesto internazionale tuttora volatile. Incremento che avrebbe peraltro rappresentato un problema in più sia per il governo Starmer, sia per le imprese e per il mondo del lavoro.
A margine della riunione, il governatore Bailey ha d'altronde espresso un prudente ottimismo sull'andamento dei prezzi sul mercato globale dell'energia, definendo "incoraggiante" il calo del costo del petrolio seguito agli annunci di un accordo di pace fra Usa e Iran. E auspicando un progressivo alleggerimento nel 2026 "della pressione sull'inflazione" legata agli sbalzi delle tariffe degli idrocarburi: alleggerimento che, secondo alcuni analisti, potrebbe favorire - se confermato - una successiva ripresa della strategia di riduzione dei tassi.