Il Dipartimento di Giustizia accusa cinque uomini che avrebbero pianificato droni esplosivi e cecchini; arresti in quattro Stati e polemica su Kash Patel
I cinque uomini arrestati per un piano volto a compiere un attentato durante gli eventi che si sono svolti alla Casa Bianca domenica sono stati incriminati dal Dipartimento di Giustizia. Gli arresti sono stati effettuati dall'FBI nel weekend in Ohio, Missouri, Nebraska e California.
"L'FBI, i nostri partner delle forze dell'ordine e i procuratori federali hanno agito come fanno ogni giorno per rendere l'America sicura, attraverso una risposta rapida e lo smantellamento di questo presunto piano prima che potesse essere attuato", ha dichiarato il procuratore generale ad interim Todd Blanche.
In un comunicato il Dipartimento di Giustizia ha spiegato che i cinque uomini avevano pianificato l'impiego di droni armati di esplosivo all'interno e nei pressi del match di lotta organizzato dal presidente Donald Trump alla Casa Bianca per costringere le migliaia di persone presenti ad evacuare, per poi utilizzare dei cecchini per colpire "obiettivi di alto profilo" tra la folla in fuga.
Intanto è scoppiata una nuova bufera sul direttore dell'FBI Kash Patel: secondo i media americani il Secret Service sarebbe infuriato con lui per aver pubblicato su X la notizia dell'attacco sventato prima che fossero stati effettuati tutti gli arresti.
Il capo del Bureau ha postato alle 06:50 locali di ieri, ma nel corso della giornata il vicedirettore dell'agenzia Matt Quinn ha sottolineato che le operazioni erano "ancora in corso". Non solo: ha anche precisato che, su ordine del Secret Service, "per preservare l'integrità dell'indagine e del piano di sicurezza, abbiamo scelto di non divulgare la notizia. Ci sono ancora sospettati a piede libero".
Patel è già finito nella bufera per aver diffuso sulle reti sociali informazioni false o fuorvianti relative a indagini in corso. Poco dopo l'uccisione dell'attivista conservatore Charlie Kirk, lo scorso settembre, aveva erroneamente pubblicato la notizia che il killer fosse "in custodia". Tre mesi più tardi si era attribuito il merito del ruolo svolto dall'FBI nell'arresto di una "persona di interesse" coinvolta nella sparatoria alla Brown University che poi si è rivelata estranea alla vicenda.