Un centinaio di attivisti, chiedono ai paesi del G7 di interrompere l’invio di soldi per gli aiuti militari in favore di Israele

Oltre venti imbarcazioni con a bordo un centinaio di attivisti provenienti da una quindicina di Paesi hanno sfilato oggi a mezzogiorno sul Lemano, davanti a Évian-les-Bains. Il loro intento è denunciare quello che definiscono un genocidio in corso a Gaza in vista del G7, che si terrà da lunedì nella località francese. Secondo un comunicato diffuso dagli organizzatori, molti dei partecipanti erano a bordo delle due flottiglie che negli scorsi mesi avevano tentato di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di forzare il blocco navale imposto da Israele.
Gli attivisti sostengono che i Paesi del G7, le sette maggiori economie liberali del mondo, siano “complici del genocidio”. Le critiche si concentrano in particolare sugli Stati Uniti e sulla Francia. Secondo gli organizzatori, tra il 7 ottobre 2023 e il 30 settembre 2024 gli Stati Uniti avrebbero fornito a Israele oltre 21 miliardi di dollari di aiuti militari diretti e avrebbero utilizzato ripetutamente il diritto di veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu per bloccare risoluzioni che chiedevano un cessate il fuoco immediato, garantendo così una copertura politica allo Stato ebraico.
Nel comunicato vengono inoltre citate le rivelazioni del media d’inchiesta Disclose e un rapporto della rete Progressive International, secondo cui la Francia continuerebbe a fornire in modo “regolare e continuo” materiale militare a Israele dall'inizio del conflitto a Gaza nell'ottobre 2023. Gli attivisti chiedono la fine di ogni sostegno militare a Israele e invitano i leader del G7 ad adottare misure concrete per fermare il conflitto.