Piano completo non ancora pronto; al summit di Ankara saranno annunciati accordi per rafforzare la base industriale e colmare lacune
La Nato "è già al lavoro" per compensare il taglio delle capacità Usa al suo modello forze, ovvero il "quadro generale per la messa a disposizione delle forze nazionali all'Alleanza atlantica".
Un piano completo "non è ancora pronto" poiché gli Usa hanno comunicato da poco l'entità delle riduzioni.
"La cosa positiva è che la strategia presentata dagli Usa è stata chiaramente pensata in modo che l'Europa possa difendersi in futuro", confida all'agenzia di stampa italiana ANSA una fonte diplomatica. Molto dipenderà dai dettagli. Rimpiazzare i jet allocati all'Europa, ad esempio, non viene definito "problematico" mentre per altre capacità la situazione è "più difficile".
I settori in cui l'Europa farà più fatica a compensare le capacità americane sono la difesa missilistica, l'high-tech spaziale e i cosiddetti abilitatori strategici come le aviocisterne e gli aerei da trasporto. Al summit di Ankara è previsto un ampio risalto al rafforzamento della base industriale bellica transatlantica e - a quanto si apprende - verranno annunciati diversi accordi e contratti fra Paesi alleati che dovrebbero andare a colmare, in parte, queste criticità.
Non esiste ancora un cronoprogramma concordato ma la transizione non dovrebbe essere eccessivamente lunga. Ciò che più conta, sottolinea un diplomatico, è che gli Usa "non indeboliscano politicamente la Nato" e la sua capacità di deterrenza. Molti altri cambiamenti sono invece già in dirittura d'arrivo, per esempio il nuovo quartier generale per il quadrante baltico a guida tedesco-olandese, che sarà attivato questa estate. È ad ogni modo importante notare che il modello forze Nato è diverso dalla postura Usa in Europa, la cui gestione - stando a diverse fonti alleate - resta "caotica".
Nell'ambito del modello forze, infatti, gli alleati designano le forze nazionali che sono a disposizione del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) per lo svolgimento delle operazioni, delle missioni e delle altre attività dell'Alleanza in tempo di pace ma, allo stesso tempo, individuano un bacino più ampio di forze disponibili che possono essere dispiegate in caso di una crisi o un conflitto. Il modello contribuisce così a garantire che i piani di difesa della Nato siano supportati da forze e rinforzi già designati.
Il modello si basa su un sistema di prontezza a tre livelli: il livello 1 è composto da forze con un tempo di prontezza compreso tra 0 e 10 giorni, il livello 2 con un tempo di prontezza compreso tra 10 e 30 giorni e il livello 3 con un tempo di prontezza compreso tra 30 e 180 giorni.