Pechino vieta l'ingresso in Cina continentale, Hong Kong e Macao a lui, moglie e figlio; Manila parla di atto ostile
Il ministro della Difesa filippino Gilberto Teodoro ha reagito alle sanzioni di Pechino dicendo di aver detto "solo la verità". La Cina lo ha sanzionato per quelle che ha definito "dichiarazioni irresponsabili", mentre i due Paesi sono alle prese con la disputa sul Mar Cinese Meridionale. Teodoro, insieme alla moglie e al figlio, non potrà più entrare nella Cina continentale, a Hong Kong e a Macao, ha affermato ieri, in un comunicato online, un portavoce del ministero degli Esteri.
Il comunicato ha aggiunto che "alle organizzazioni e agli individui in Cina" non sarà consentito "intraprendere alcuna transazione, cooperazione o altra attività con lui, sua moglie e suo figlio". Negli ultimi anni i due Paesi hanno dovuto affrontare regolarmente focolai di tensione sul conteso Mar Cinese Meridionale. Pechino rivendica la quasi totalità di questa via navigabile strategica, nonostante una sentenza internazionale abbia dichiarato infondate le sue affermazioni.
Teodoro ha affermato di essere stato sanzionato per aver "detto la verità". "I loro stessi connazionali e gli altri sotto il loro controllo soffrono molto di più", ha detto. "Continuerò semplicemente a fare il mio dovere e a difendere la nostra nazione di fronte alle malvagità che stanno commettendo qui e persino nei nostri mari". Ieri sera Manila ha reagito alle sanzioni affermando che "le Filippine lo considerano un atto ostile che complica ulteriormente le relazioni bilaterali".