Estero

Vergogna senza fine per Andrea, "subaffittò tre cottage reali"

5 giugno 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Una vergogna senza fine, che minaccia di proiettarsi anche sull'avvenire dell'istituzione monarchica britannica.

Non è solo lo scandalo delle abiette frequentazioni col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein a pendere sulla testa dell'ormai ex principe Andrea e ad allungare le sue ombre sul casato: documenti resi pubblici nelle ultime ore rivelano infatti come il prediletto figlio terzogenito della regina Elisabetta II, e fratello minore di re Carlo III, si sia spinto fino a incassare in passato denaro indebito subaffittando sotto traccia almeno tre cottage reali. Alla stregua d'un maneggione qualsiasi.

La rivelazione è frutto di un rapporto del National Audit Office, autorità indipendente che sorveglia la spesa pubblica nel Regno Unito, rilasciato sulla base di fascicoli che lo stesso palazzo ha deciso infine di rendere noti.

Spinto - forse tardivamente - dalle pressioni per una una maggiore trasparenza, anche finanziaria, dopo la bufera che ha travolto l'ex duca di York: privato di tutti i titoli solo negli ultimi anni, sulla scia del caso Epstein, ridotto all'appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor e sorpreso giusto questa settimana in uno scatto rubato con un misterioso livido sul volto.

I cottage in questione - concessi a suo tempo al duca dal Crown Estate, l'ente che gestisce le proprietà della corona - fanno parte del Royal Lodge, lo sfarzoso complesso adiacente al castello di Windsor laddove Andrea ha vissuto fino a pochi mesi fa (prima d'essere relegato da Carlo in una più modesta residenza di campagna 'privata' presso Sandringham): occupando una magione di 30 stanze senza pagare alcun rimborso per almeno 20 anni, salvo un iniziale versamento 'simbolico'.

Il rapporto non precisa quanto l'insaziabile ex principe abbia intascato attraverso i subaffitti. Svela invece che in totale il Crown Estate ha concesso negli anni agli York il diritto ad abitare 12 dimore. Occupate, oltre che da Andrea e dall'ex moglie Sarah Ferguson, dalle loro figlie, Beatrice ed Eugenie.

Principesse che, a differenza dei genitori, non sono state private dei titoli, ma hanno comunque smesso di svolgere incarichi pubblici per la dinastia; e che vengono toccate stavolta direttamente dalle magagne familiari, poiché risulta che abbiano continuato a disporre gratis fino agli ultimi mesi di appartamenti reali pagati da Carlo tramite la cosiddetta 'privy purse', appannaggio del sovrano regnante.

Dettagli che esplodono come un'ennesima bomba fra i commentatori e nel mondo politico. Liquidati ad esempio da Margaret Hodge, esponente della maggioranza laburista alla Camera dei Lord ed ex ministra, come qualcosa di "oltraggioso per i contribuenti che versano tanti soldi per sostenere la famiglia reale: giustamente solo a patto che vi sia piena trasparenza e responsabilità". "Il rapporto di oggi è benvenuto, ma mancano molti altri passi da fare", avverte poi la veterana del Labour.

A godere di privilegi immobiliari analoghi ci sono del resto ancora parecchi 'royals', stando ai media, che sottolineano come solo i principi di Galles abbiano annunciato (di recente) d'aver sottoscritto un contratto da 307.200 sterline all'anno per il Forest Lodge, lussuosa proprietà in cui si sono trasferiti l'anno scorso con i tre figli nel verde del Berkshire inglese.

Un'eccezione che non cancella gli imbarazzi crescenti sull'immagine pubblica complessiva dei Windsor legati al dossier Andrea e non soltanto: fra opacità, sospetti d'insabbiamento, macchie sulla stessa memoria della compianta matriarca Elisabetta. A dispetto dei successi pur accreditati negli ultimi mesi al 77enne re Carlo, coraggiosamente attivo sulla scena internazionale con la regina Camilla al fianco malgrado il cancro diagnosticatogli nel 2024.

O all'erede al trono William e alla consorte Kate, volti di una monarchia futura, e di una promessa di 'modernizzazione', impegnati in questi stessi giorni a cercare di offrire un'alternativa alla narrazione sugli scandali di corte: con la principessa protagonista giovedì d'un commovente incontro in un reparto oncologico di Manchester (assieme alla famiglia di una giovane donna uscita "vincitrice" come lei dalla dura esperienza della chemioterapia); e col principe mobilitatosi addirittura in una popolare campagna mediatica in difesa dei pub in crisi.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni