Incontri con Zelensky, ministri e industrie della difesa su droni; Rutte avverte i giovani russi e ammette che manca l'unanimità per l'ingresso nella Nato
Il Consiglio Atlantico, per la prima volta, si è recato in visita a Kiev. Guidati dal segretario generale Mark Rutte e dal presidente del Comitato militare Giuseppe Cavo Dragone, i 32 rappresentanti permanenti presso la Nato (o i loro vice, come nel caso degli Usa) hanno incontrato il presidente Volodymyr Zelensky nel quadro del Consiglio Nato-Ucraina.
Per Rutte si tratta di "un messaggio forte" che la dice lunga sul "legame duraturo" tra l'Alleanza e l'Ucraina, tanto più che arriva dopo una scia di feroci attacchi da parte della Russia.
Peraltro c'è chi, all'interno della Nato, evidenzia come queste visite non si organizzino dall'oggi al domani e, guarda caso, Mosca ha scatenato l'inferno proprio alla vigilia del viaggio. Il segretario generale ha colto l'occasione per rivolgersi direttamente ai giovani russi, proprio nel giorno in cui Kiev ha lanciato i suoi droni a lungo raggio contro San Pietroburgo, dove è in corso il Forum Economico Spief, la Davos russa.
"Vi stanno rifilando una fregatura", ha scandito Rutte. "Non sarete addestrati. L'equipaggiamento che vi forniranno sarà scadente. C'è una probabilità molto alta che moriate o siate feriti e, in quel caso, sarete lasciati a soffrire nel fango". Insomma, un appello drammatico a non cedere al miraggio dei lauti contratti di arruolamento. "Mosca - ha concluso Rutte - è sempre più disperata".
La delegazione a Kiev ha avuto modo d'incontrare anche i ministri degli Esteri e della Difesa e fare il punto sulla cooperazione industriale nel settore bellico. Nato e Ucraina "continuano a collaborare e a imparare gli uni dagli altri nel campo delle tecnologie e delle tattiche relative ai droni e ai sistemi anti-drone" e, dopo l'aumento dei fondi a disposizione grazie al prestito UE da 90 miliardi, si inizia a toccare con mano "una cooperazione sempre più diretta" tra le industrie della difesa, che unisce l'ingegnosità ucraina agli investitori e al know-how industriale di tutta l'Alleanza. "Oggi sul campo di battaglia per voi, domani per gli Alleati", ha sottolineato Rutte.
Nel corso della conferenza stampa congiunta i giornalisti hanno nuovamente toccato il tasto dolente dell'ingresso dell'Ucraina nella Nato e l'ex premier olandese, come ormai è di rito, ha ribadito che "non c'è l'unanimità necessaria al momento" ma che la cooperazione, nel mentre, continua. Zelensky non ha perso l'occasione per una battuta: "Forse ora converrà più alla Russia la nostra presenza nella Nato". Chiaro riferimento alla libertà con cui Kiev ora può ribattere ai raid del Cremlino, grazie allo sviluppo delle sue armi (sembra sia ormai in dirittura di arrivo persino un missile balistico fatto in casa).
Zelensky, ad ogni modo, ha riaffermato di essere disponibile "a negoziati diretti con Vladimir Putin" poiché la priorità è di mettere fine al conflitto. Fonti vicine al governo tedesco, citate dall'agenzia Dpa, notano come si stia "lentamente aprendo una finestra per i colloqui della parte europea con la Russia" e che ci siano buoni motivi per ritenere che l'E3 - ovvero Londra, Parigi, Berlino - "continuerà a svolgere un ruolo importante in questo contesto".
La colpa, per il mancato negoziato, è insomma sempre di Putin. Ma Zelensky è convinto che, finalmente, il vento stia girando a suo favore. E di avere in mano le carte necessarie per portare lo zar al tavolo - magari pure grazie a qualche asso nella manica.