Una commissione bipartisan avverte sul rischio di dipendenza tecnologica e chiede la cancellazione del contratto sui dati sanitari dell'NHS
Monta la protesta nel Parlamento britannico contro i contratti pubblici sottoscritti dal governo - quelli conservatori prima, quello laburista di Keir Starmer poi - con il colosso tecnologico americano Palantir.
L'azienda statunitense è al centro di sospetti e controversie per la sua capacità di condizionamento di settori strategici su scala mondiale, per l'accumulazione di dati personali sensibili di milioni e milioni di individui, per il suo ruolo cruciale in teatri di guerra come la Striscia di Gaza palestinese o il conflitto tra Ucraina e Russia e per i suoi legami con l'amministrazione Usa di Donald Trump e con il governo israeliano di Benyamin Netanyahu.
Un comitato bipartisan, la commissione affari tecnologici della Camera dei Comuni, ha approvato oggi un documento in cui si fa appello all'esecutivo a rivedere i rapporti con l'azienda di Peter Thiel e Alex Karp, sottolineando il rischio di ridurre il Regno Unito alla mercé di un colosso privato mosso, fra l'altro, da ambizioni ideologiche globali. E di renderlo tecnologicamente troppo dipendente dagli Usa.
«La presenza crescente di Palantir nell'insieme del settore pubblico britannico rappresenta un elemento di debolezza inaccettabile», si legge nel testo, che evoca il rischio di un'evidente condizione di «vulnerabilità» di fronte ad «attori stranieri» e di una concentrazione in poche mani del controllo di dati strategici senza precedenti nella storia del Paese.
La contestazione riguarda in particolare un cruciale contratto con Palantir per la costituzione di una piattaforma centralizzata di dati medici e personali trasmessi al servizio sanitario nazionale del Regno Unito (NHS) da decine di milioni di persone: contratto di cui si chiede la cancellazione, approfittando di una clausola rescissoria in scadenza nel 2027.
Esponenti politici e Ong hanno criticato negli ultimi tempi anche un analogo accordo sottoscritto con la medesima azienda dal ministero della Difesa; mentre il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ne ha appena bloccato in extremis uno analogo con la Polizia Metropolitana della capitale (Scotland Yard).
A promuovere queste intese strategiche e a rilanciare nel Regno Unito i negoziati con Palantir ereditati in parte dai precedenti governi conservatori, sono stati nel governo Starmer lo stesso premier e alcuni ministri vicini all'ala ex blairiana del partito laburista.
Non senza l'intermediazione di figure come lo stesso ex primo ministro Tony Blair, il cui istituto di consulenza è lautamente sovvenzionato da alcuni giganti americani dell'high-tech; o come lord Peter Mandelson, ex ministro, ex eminenza grigia del New Labour, ex commissario Ue ed ex ambasciatore negli Usa travolto infine l'anno scorso dallo scandalo dei legami con il defunto faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein.