Estero

Kushner nella bufera per il resort in Albania, procura anticorruzione apre un'indagine

Recinzioni con filo spinato alla laguna di Narta, modifiche alle tutele ambientali e richiamo Ue su trasparenza e stato di diritto

2 giugno 2026
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Le recinzioni di metallo sormontate da filo spinato sono comparse all'improvviso tra le dune, i canneti e le acque della laguna di Narta. Dietro quelle barriere, tra l'ex base militare di Sazan e la penisola di Zvernec, nel sud dell'Albania, è destinato a sorgere il maxi resort di lusso firmato dal genero di Donald Trump, Jared Kushner.

"Vogliamo diventare una destinazione turistica invidiata", aveva rivendicato Edi Rama agli albori del progetto. Ma il fiore all'occhiello del nuovo corso si è presto trasformato in un caso. Le modifiche introdotte due anni fa alle tutele ambientali e al regime dei terreni che hanno spianato la strada all'investimento sono finite sotto la lente della procura speciale anticorruzione, spingendo l'Ue a richiamare Tirana e inducendo lo stesso premier albanese a smarcarsi.

Nate sulle rive di Narta, tra le contestazioni degli ambientalisti e le tensioni con la sicurezza privata, le proteste hanno raggiunto la capitale. Mentre le autorità revocavano le licenze a due società di vigilanza, arrestavano una guardia giurata e sospendevano il capo della polizia locale, la rivolta continuava a crescere.

Fino all'ingresso in scena della Spak, la procura speciale sostenuta da Ue e Usa. "Si tratta di un'iniziativa privata", ha tagliato corto Rama, incalzato in conferenza stampa a Tirana accanto al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, difendendo la natura dell'operazione e sostenendo che le compravendite dei terreni non comportano obblighi di rendicontazione pubblica, bensì "responsabilità condivise".

La linea non ha però evitato il richiamo, seppur misurato, di Costa. Aderire all'Unione europea, ha ammonito il presidente a pochi giorni dal vertice Ue-Balcani occidentali in programma venerdì a Tivat, in Montenegro, non significa soltanto "recepire le norme Ue", ma anche "applicarle" e "se ci saranno motivi per intervenire, la Commissione europea interverrà".

Un avvertimento che arriva nel momento meno opportuno per Tirana, impegnata a convincere Bruxelles di essere pronta per il salto europeo. Chiudere i negoziati entro il 2027 resta un traguardo "difficile ma possibile", ha concesso Costa. A patto di correre su "corruzione, stato di diritto, trasparenza e ambiente".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni