Oltre un milione di sfollati, attacchi costanti e ordini di evacuazione notturni che anticipano bombardamenti mettendo a rischio civili e ospedali
"La situazione va oltre i limiti dell'immaginabile. Ci sono più di un milione di sfollati e, dopo gli ultimi ordini di evacuazione del governo israeliano, molte persone si stanno spostando nuovamente". È l'allarme lanciato da Conrado Alonso, capomissione di Medici Senza Frontiere in Libano, che denuncia l'emergenza in atto nel Paese.
"Questa non è una tregua - afferma Alonso - perché gli attacchi sono costanti e, da quando è stata annunciata ad aprile, ci sono stati bombardamenti e attacchi contro le persone". Il capomissione spiega che "cercare di fornire una risposta umanitaria in queste condizioni è difficile perché anche le strutture sanitarie subiscono attacchi diretti da parte delle forze israeliane".
Una situazione di crisi vissuta dal rappresentante di MSF a Nabatiye, nel sud del Paese, dove il 26 maggio "le squadre di soccorso cercavano di salvare le persone ancora in vita nei luoghi sotto attacco e il personale medico-sanitario cercava di ripararsi all'interno dell'ospedale per non essere colpito dalle bombe".
A mettere a rischio i civili, inoltre, racconta Alonso, è il meccanismo di diffusione degli ordini di evacuazione, "emessi a mezzanotte, quando le persone cercano di riposare". Da quel momento, "in meno di un'ora Israele inizia a bombardare e questo dimostra la mancanza di limiti in questa guerra e di rispetto per i principi umanitari, fra cui la distinzione tra civili e combattenti".