Il partito del presidente resta primo col 27,1% mentre Akel prende il 23,9%; Elam ottiene il 10,9% e Alma e Adk conquistano seggi, complicando la maggioranza
Boom dell'estrema destra, bene i partiti di recente fondazione e anti-establishment, male i soci di minoranza del Raggruppamento Democratico (Disy), il partito del presidente in carica Nikos Christodoulides.
A poco è valso detenere la presidenza di turno dell'UE: anche nel Paese geograficamente più lontano da Bruxelles, l'isola di Cipro, la politica registra i sommovimenti che, da tempo, segnano i principali Paesi europei. Le elezioni tenutesi domenica, infatti, hanno sorriso soprattutto agli estremi, penalizzando il centro e lanciando così un serio avvertimento al capo dello Stato in vista delle presidenziali del 2028.
Il partito di Christodoulides, che al Parlamento europeo siede tra i banchi del PPE, si è imposto comunque al primo posto, con il 27,1% dei voti. Al secondo posto, con il 23,9%, la sinistra post-comunista del Partito progressista dei lavoratori (Akel), che in UE è membro di The Left.
Sul podio per la prima volta è finito il fronte Popolare Nazionale (Elam), nato come gemello cipriota del partito di estrema destra Alba Dorata, bandito in Grecia: ha incassato il 10,9%, pari a otto seggi in Parlamento su un totale di 56. "La famiglia politica dell'ECR continua a crescere in tutta Europa. Con questo risultato, Cipro può guardare al futuro con una voce conservatrice più forte", ha sottolineato Nicola Procaccini, co-presidente dei Conservatori, la famiglia europea di Elam.
Quarti con il 10%, i centristi-progressisti del Partito Democratico (Diko), che sono nella coalizione di governo: sono passati da 11 a 8 seggi. Ancora peggio è andata per gli altri due partiti dell'esecutivo guidato da Christodoulides (Cipro è una repubblica presidenziale): Dipa e Edek, fermi poco sopra il 3%.
Il risultato è che, nonostante i 17 guadagnati dal Raggruppamento Democratico, formare la maggioranza in un Parlamento così frammentato sarà a dir poco arduo e difficilmente sfuggirà agli strali di due partiti anti-establishment che entrano nelle istituzioni cipriote dalla porta principale: il partito Cittadini per Cipro (Alma) fondato nel 2025 dall'ex presidente della Corte dei Conti Odysseas Michaelides, e il partito della Democrazia Diretta (Adk), creato prima delle Europee dallo youtuber trumpiano Fidias Panayiotou, che oggi siede proprio all'Eurocamera. Entrambe le formazioni - Alma con il 5,8%, Adk con il 5,4% - hanno incassato quattro seggi.
"Non sono preoccupato. Credo che tutto questo faccia parte della democrazia e che, alla fine, il sistema democratico riesca ad autoregolarsi", ha sottolineato a Politico il ministro delle Finanze Makis Keravnos. Eppure, con le dovute proporzioni, il voto cipriota rafforza la gravità della sfida che attende i partiti europeisti nei prossimi mesi: nel 2027 al voto andranno Italia, Francia, Polonia e Spagna.