Karis e Nauseda definiscono gli attacchi terrore contro i civili; il ministro estone Tsahkna denuncia il ritiro Usa dalla guida dei negoziati e chiede maggiore pressione europea
"Missili e droni hanno colpito Kiev durante la notte, colpendo persone nelle loro case: la Russia continua a condurre una guerra non solo contro l'Ucraina, ma contro i principi dell'umanità e del diritto internazionale. L'Europa resta unita contro questa aggressione". Lo ha scritto oggi sul suo profilo X il presidente estone, Alar Karis, commentando gli attacchi della Russia contro l'Ucraina della scorsa notte.
"L'ultimo massiccio attacco della Russia su Kiev mostra ancora una volta che il terrore contro i civili rimane uno strumento centrale della guerra del Cremlino", ha a sua volta scritto su X il presidente lituano, Gitanas Nauseda, sottolineando come azioni come quella della scorsa notte dimostrino l'estremo disprezzo di Mosca per la vita umana.
"Gli Stati Uniti si sono di fatto ritirati dalla guida del processo di pace tra la Russia e l'Ucraina. A tutti è evidente che ora Putin sta cercando di coinvolgere l'Europa nei negoziati, ma solo per guadagnare tempo", ha dal canto suo affermato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, nel corso di un'intervista rilasciata alla televisione di Stato estone, ERR.
"Essere mediatori significa assumere una posizione neutrale tra l'Ucraina e la Russia per cercare di raggiungere un compromesso. Ma questo non è assolutamente il nostro obiettivo", ha detto Tsahkna. "Il nostro obiettivo è creare una nuova architettura della sicurezza europea in cui l'Ucraina giochi un ruolo fondamentale."
Il ministro ha aggiunto che per riuscire a portare la Russia a negoziati seri, i Paesi europei dovrebbero esercitare ulteriore pressione, rendendo ancora più visibili il peso e i costi della guerra sull'economia di Mosca.