Estero

Tunisia: avvocati in piazza, chieste dimissioni ministra Giustizia

19 maggio 2026
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Gli avvocati tunisini hanno inasprito oggi la mobilitazione contro il ministero della Giustizia, radunandosi davanti al Palazzo di Giustizia di Tunisi e chiedendo apertamente le dimissioni della ministra Leïla Jaffel.

La protesta, convocata nell'ambito del calendario deciso dall'Ordine nazionale degli avvocati, segna un salto nel confronto tra il foro e le autorità giudiziarie, passando dalla rivendicazione corporativa e istituzionale a un attacco politico diretto contro la titolare del dicastero.

Secondo l'Ordine degli Avvocati tunisini i manifestanti, in toga nera, hanno esposto cartelli e scandito slogan contro le restrizioni al diritto di difesa, il deterioramento delle garanzie del processo equo e quello che l'Ordine considera un mancato ascolto delle proprie rivendicazioni. Tra i messaggi esposti, anche il riferimento alla necessità di una difesa libera come condizione per un processo equo.

Il presidente dell'Ordine, Boubaker Bethabet, è intervenuto davanti ai colleghi, confermando il sostegno dell'Ordine al movimento e denunciando il deterioramento delle condizioni di esercizio della professione.

La mobilitazione era cominciata ieri con il porto della fascia rossa nei tribunali, gesto simbolico presentato dal Consiglio dell'Ordine come segnale di rifiuto di fronte all'assenza di risposte da parte del ministero. Da oggi sono partite le prime astensioni regionali, che riguardano Grande Tunisi, Nabeul e Zaghouan, con raduno nel Palazzo di Giustizia della capitale.

Il calendario proseguirà sino al 18 giugno, giorno in cui è previsto con uno sciopero generale nazionale in tutti i tribunali del Paese e un raduno generale a Tunisi. Il ministero della Giustizia ha cercato di rassicurare i cittadini, affermando che le iniziative annunciate dagli avvocati non impediranno il normale funzionamento del servizio pubblico della giustizia. Leïla Jaffel, magistrata e ministra della Giustizia dall'11 ottobre 2021, è oggi una delle figure centrali dell'architettura giudiziaria del sistema politico tunisino post 25 luglio.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni