PP al 40% con 52 seggi, PSOE al 23,5% con 29 seggi; Vox sale al 14% con 16 seggi e decide la governabilità
Il risultato forza Moreno Bonilla, 56 anni, al suo terzo mandato, a cercare il sostegno dell'ultradestra. Uno scenario già visto negli ultimi mesi in Estremadura, Aragona e Castiglia e León, dove il PP ha vinto, ma è dovuto scendere a patti con Vox. E che il governatore aveva cercato di evitare per tutta la campagna elettorale, esibendo un profilo moderato e centrista rispetto alla destra radicale, decisa a imporre anche nella regione a sud della Spagna, frontiera d'Europa, la "priorità nazionale" nell'accesso ad aiuti e servizi pubblici agli immigrati.
Il PSOE, con la candidata ed ex vicepremier alle Finanze María Jesús Montero, ottiene il 23,5% dei suffragi e 29 deputati sui 30 della passata legislatura, che rappresentavano la peggiore performance dei socialisti nell'ex feudo, governato durante quasi 40 anni e perduto nel 2018.
Nella regione più popolosa di Spagna, il voto viene letto come primo turno in vista delle elezioni politiche nel 2027. Non c'è stata la 'remontada' auspicata dei socialisti del premier Pedro Sánchez, che ha scommesso sulla numero due del partito, e fino a poche settimane fa sua braccio destro, per la missione di risollevare nella regione le sorti del PSOE assediato dalla crisi e dai processi di corruzione di ex dirigenti.
La forza di ultradestra Vox conquisterebbe il 14% dei suffragi e 16 seggi, due in più di quelli che controllava. Ma conquista le chiavi della governabilità, rafforzando il ruolo negoziale anche del leader Santiago Abascal a livello nazionale.
Uno spostamento dei consensi nel blocco della sinistra alternativa ha favorito la forza regionalista ecologista Adelante Andalusia, che ottiene il 9,5% dei suffragi e quadruplica da 2 a 8 seggi la sua rappresentanza, riuscendo nel sorpasso su Por Andalucía (Izquierda Unida, Sumar, Podemos, Verdes Equo, Alianza Verde), ferma a 4 scranni, uno in meno di quelli che aveva nell'ultima legislatura.
La somma del blocco progressista e della sinistra resta distante dalla maggioranza. E il PSOE incassa la quarta sconfitta nel ciclo elettorale voluto dalla strategia fissata dal leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, che ha anticipato le elezioni nelle regioni dove i popolari governano, per mettere in evidenza "la debolezza territoriale dei socialisti e del sanchismo".
I socialisti non sono riusciti a capitalizzare il malcontento per la sanità pubblica e per gli scandali che hanno colpito l'esecutivo di Moreno Bonilla sulla mala gestione degli screening oncologici, con errori e ritardi che hanno coinvolto circa 2.300 donne. Tuttavia sono riusciti a contenere i danni, dopo una campagna difficile, segnata dalle polemiche sulla sicurezza e dalle accuse di aver trascurato i problemi concreti della regione.
Ma anche il PP ha mancato il principale obiettivo di accreditarsi come forza maggioritaria emancipandosi dall'abbraccio di Vox. E il risultato indebolisce il messaggio della 'via andalusa', moderata e centrista, cui i popolari puntavano guardando alle elezioni nazionali.
In questo contesto, voci interne al PSOE evidenziano che il partito di Sánchez potrà continuare a presentarsi come l'argine, nell'attuale congiuntura internazionale in cui avanza l'estrema destra utilizzando nuove tecnologie e vecchia propaganda. "Continueremo a difendere i nostri valori e le nostre idee", affermano, facendo affidamento sul ruolo internazionale di Sánchez come leader della sinistra globale contro l'ondata guidata da Donald Trump. Nella direzione federale nessuno mette in dubbio la sua leadership, nell'anno che resta alle politiche del 2027. Tantomeno a puntare su un ritorno anticipato alle urne.