L'inflazione in Spagna ad aprile è scesa di due decimi rispetto a marzo, al 3,2%, per la diminuzione dei prezzi dell'elettricità (-4,3%) e del gas naturale (-9,6%) e nonostante l'aumento di quelli dei carburanti, secondo i dati pubblicati oggi dall'Istituto nazionale di Statistica (INE), che confermano quelli anticipati due settimane fa.
L'inflazione sottostante, al netto dei prezzi di energia e alimenti freschi, si attesta ad aprile al 2,8% su base annua, un decimo in meno che a marzo.
Il settore che più risente degli aumenti dei prezzi è quello dei trasporti, il cui tasso annuo è aumentato di oltre un punto, fino al 6,5% nell'anno, a causa dell'incremento di combustibili e lubrificanti per auto.
Per la frenata dell'inflazione il governo spagnolo revocherà dal primo giugno parte delle misure fiscali straordinarie introdotte durante la crisi energetica provocata dal conflitto tra Israele e Stati Uniti con l'Iran.
Lo scudo anti-crisi, varato dal governo Sánchez a fine marzo per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, prevedeva infatti tagli temporanei con una riduzione dal 21% al 10% dell'IVA energetica, agevolazioni fiscali sui carburanti e sostegni diretti alle famiglie vulnerabili e alle imprese, ma con un meccanismo di revoca, a partire da giugno, dipendente proprio dall'evoluzione dell'inflazione.
Saranno quindi revocate le misure fiscali straordinarie su elettricità e gas naturale, mentre saranno mantenuti gli sconti sui carburanti, i cui prezzi restano elevanti per effetto delle tensioni nello stretto di Hormuz. Senza gli interventi fiscali, segnalano al ministero dell'economia, l'inflazione dei combustibili avrebbe sfiorato il 29% ad aprile.
Confermati anche gli aiuti a trasportatori e agricoltori e i bonus sociali per le famiglie vulnerabili.