Evacuata la nave Hondius dalle Canarie; tre vittime accertate e quarantena di 42 giorni per i crocieristi, casi sotto monitoraggio
"Il rischio per la salute globale è basso." Lo ripete ancora il capo dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla Moncloa al fianco del premier spagnolo Pedro Sánchez, una volta conclusa l'evacuazione dalle Canarie di tutti i passeggeri e di parte dell'equipaggio della nave Hondius, focolaio galleggiante dell'hantavirus.
Nella fotografia di quel momento, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, i casi confermati sono 9, comprese le tre vittime (una coppia di crocieristi olandesi e una turista tedesca), più 2 ritenuti "sospetti", che l'Oms identifica come "chiunque abbia condiviso un mezzo di trasporto in cui si è verificato un caso confermato" e che presenti "sintomi acuti". "Sono cifre che non sono cambiate molto durante le ultime settimane, grazie agli sforzi di molti governi, e non si sono prodotti decessi dal 2 maggio", ha aggiunto Ghebreyesus.
L'uomo che il mondo ricorda come il volto della pandemia di Covid vuole quindi mostrarsi rassicurante. Ma è allo stesso tempo prudente: è vero — come sostiene la ministra della Sanità francese Stéphanie Rist davanti ai deputati preoccupati — che sul virus "ci sono cose che ancora non sappiamo", né "se sia mutato". "Non ci sono segnali che indichino l'inizio di un'epidemia di vaste proporzioni", ha affermato il biologo etiope. "Ma ovviamente la situazione potrebbe cambiare" e non si escludono "nelle prossime settimane" nuovi casi.
L'ultimo venuto alla luce riguarda un cittadino spagnolo, sbarcato domenica dalla nave ancora asintomatico e risultato positivo a un primo test solo lunedì sera. È in condizioni "apparentemente stabili" e lamenta "una febbricola e sintomi respiratori", hanno riferito fonti del ministero della Sanità di Madrid. È invece molto grave la passeggera francese che ha presentato i primi sintomi sul volo che domenica pomeriggio l'ha portata da Tenerife a Parigi: colpita dalla forma cardiopolmonare "più severa" della malattia, è ricoverata in terapia intensiva e respira con "un polmone artificiale".
Secondo il segretario di Stato della Salute spagnolo, Javier Padilla, citato dal Guardian, la donna aveva già segnalato sintomi quando era ancora a bordo della Hondius, ma le sue condizioni sarebbero state inizialmente scambiate per "ansia" e stress. In Francia altre 22 persone sono state trasferite in ospedale per l'isolamento e la quarantena: 8 si trovavano sul volo del 25 aprile dall'isola di Sant'Elena a Johannesburg su cui viaggiava anche la donna olandese poi deceduta, e 14 a bordo dell'altro aereo — tra il Sudafrica e Amsterdam — con il quale la donna cercò di tornare a casa ma dal quale fu fatta scendere proprio a causa delle sue condizioni di salute già gravi. "La situazione è sotto controllo", ha assicurato il presidente Emmanuel Macron. "Sono stati consultati i migliori esperti e la Francia ha adottato un protocollo molto rigoroso", ha aggiunto.
Gli altri casi riguardano il medico olandese della nave, evacuato il 6 maggio e ora in condizioni stabili; tre britannici, di cui uno sbarcato dall'Hondius a metà aprile sulla remota isoletta di Tristan da Cunha; un cittadino svizzero rientrato da Sant'Elena attraverso il Sudafrica e il Qatar; infine un americano, mentre un secondo statunitense si è poi rivelato negativo al virus.
Il resto dei crocieristi ha già fatto rientro nei propri Paesi di origine, dove dovranno rispettare una quarantena di 42 giorni, come raccomandato dal capo dell'Oms. Gli ultimi a lasciare Tenerife a bordo di due voli diretti nei Paesi Bassi sono stati 19 membri dell'equipaggio, 6 crocieristi diretti in Australia e tre sanitari dell'Oms e dell'ECDC. Altri 25 marinai sono rimasti a bordo della Hondius, insieme a due medici, per riportare la nave della Oceanwide Expeditions — e il corpo della turista tedesca — a Rotterdam, dove sono attesi domenica sera. Dopo altri 6 lunghissimi giorni di navigazione, angoscia e tristezza.