"La sfortunata decisione del primo ministro e del ministro degli Esteri, presa in segreto e nell'ombra, solo a causa delle minacce di Erdogan, è un messaggio di debolezza nei confronti dei nemici di Israele. Questa decisione è contraria alla mia posizione e chiedo che venga annullata''. Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir in merito alla decisione, annunciata dal ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, di rilasciare in Grecia i partecipanti della Flotilla fermati la scorsa notte dalla marina militare.
Intanto, il capo del Pentagono Pete Hegseth rispondendo a chi gli chiedeva se l'amministrazione intendesse richiedere l'autorizzazione del Congresso per la guerra in Iran, ha risposto così: "Siamo in una fase di cessate il fuoco e, secondo la nostra interpretazione, questo implica che il computo dei 60 giorni venga sospeso o interrotto".
L'amministrazione Trump è in contatto con il Congresso per l'autorizzazione per la guerra in Iran. Domandi scade infatti il termine dei 60 giorni previsto dalla legge per notificare al Congresso e ottenere il via libera all'operazione. Lo riporta Cbs citando alcune fonti. Secondo lo speaker della Camera Mike Johnson non è necessario che il Congresso approvi l'operazione in Iran perché "gli Stati Uniti non sono in guerra".
Dal canto suo, in un post su X, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian ha dichiarato: ciò che "viene fatto sotto la copertura di un blocco navale è in realtà un'estensione delle operazioni militari contro una nazione che paga il prezzo della sua resistenza e indipendenza. La continuazione di questo approccio oppressivo è intollerabile".
Lo stesso Pezeshkian sostiene anche che "il mondo ha assistito alla tolleranza e alla disponibilità al dialogo dell'Iran".