Estero

Battaglia sul bilancio Ue, Paesi nordici spingono per un bilancio più snello

Scontro a Nicosia su risorse proprie, rimborso del Next Generation EU e proposte della Commissione per il settennato 2028-2034

24 aprile 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Si apre in salita il negoziato sul nuovo Bilancio Ue di medio periodo, stretto tra richieste di aumento dei fondi, resistenze dei Paesi frugali e il nodo del rimborso del Next Generation EU (Ngeu), il grande piano europeo per la ripresa dopo la pandemia. Al vertice informale di Nicosia emerge uno scontro netto: c'è chi spinge per un bilancio più ambizioso e nuove entrate, e chi punta a ridimensionare entrambi, Paesi nordici in testa.

Il confronto, definito 'aperto' da un funzionario europeo, vede ancora 'molto lavoro da fare', soprattutto sulla dimensione complessiva del bilancio e sulle risorse proprie: da dove verranno, cioè, i soldi per la Ue nel settennato 2028-2034. Senza scordare che la proposta della Commissione indica tra le entrate anche il sistema di scambio delle emissioni ETS (le aziende pagano per inquinare) e il corrispettivo meccanismo di aggiustamento in entrata alle frontiere Ue del CBAM (la tassa sulle importazioni inquinanti), due strumenti già al centro di forti tensioni politiche.

"Il negoziato sul prossimo bilancio pluriennale Ue è 'difficilissimo, le posizioni tra loro partono in maniera molto diversa'", ha sottolineato anche la premier Giorgia Meloni, indicando tra le 'linee rosse' italiane 'i fondi della coesione e i fondi della politica agricola comune'.

A guidare il fronte più rigorista è l'Olanda, che si muove insieme a Irlanda e Paesi scandinavi. "Negozieremo sul bilancio pluriennale Ue per molti mesi. Ci sono molti Paesi che, come noi, chiedono un bilancio più snello e moderno. Stiamo creando un ampio fronte", ha spiegato il premier olandese Rob Jetten, criticando anche l'ipotesi di nuove risorse: "A volte si sovrappongono alle imposte nazionali. Vogliamo evitare la doppia imposizione".

Sulla stessa linea Berlino: "Un aumento massiccio del bilancio Ue, così come proposto dalla Commissione, non è compatibile con la situazione", ha avvertito il cancelliere Friedrich Merz, indicando la necessità di "tagli orizzontali in tutte le rubriche" e sottolineando come altro debito Ue "non è immaginabile". Respinta a Palazzo Berlaymont anche l'ipotesi di tassare le grandi imprese: "non dovrebbe essere realizzata".

Sul fronte opposto, le istituzioni Ue insistono sulla necessità di rafforzare il bilancio. "Se vogliamo garantire le risorse per ripagare il debito del Recovery e finanziare le nuove priorità, esiste una sola soluzione: nuove risorse proprie, che sono indispensabili", ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Senza di esse, la scelta è netta: o aumentano i contributi nazionali o si riduce la capacità di spesa. Non ci sono alternative". Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha richiamato la necessità di trovare un'intesa "entro la fine dell'anno", prevedendo "un ruolo cruciale" per le nuove risorse proprie.

Intanto la prossima settimana il Parlamento europeo voterà in plenaria la propria linea negoziale, con la richiesta (già 'licenziata' in commissione Econ) di alzare le risorse di circa il 10% rispetto alla proposta della Commissione, portando il bilancio 2028-2034 a 1.930 miliardi, mantenendo fuori il rimborso dell'Ngeu (nei sette anni quasi 150 miliardi del maxi piano da 800 miliardi, 390 di sovvenzioni).

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni