Estero

Banca Mondiale punta sull'occupazione per sostenere i piccoli Stati insulari

La strategia mira ad attrarre investimenti privati, promuovere riforme e usare finanziamenti flessibili per sanità, energia, infrastrutture e piccole imprese

19 aprile 2026
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La Banca Mondiale punta sull'occupazione per ottimizzare gli aiuti ai piccoli Stati, a partire da quelli insulari, allo scopo di rispondere al meglio a sfide uniche come l'isolamento, la maggiore esposizione agli shock e la base economica ristretta. È la nuova strategia illustrata dal suo presidente, Ajay Banga, in una riunione a porte chiuse con ministri e governatori delle banche centrali di 50 piccoli Paesi, tenutasi durante gli incontri primaverili del FMI e della Banca Mondiale appena conclusi a Washington.

Banga, in particolare, ha spiegato che le linee guida, che riguardano circa un quarto degli Stati membri dell'ONU, fanno leva su strumenti differenziati per aiutare i piccoli Paesi ad attrarre maggiori investimenti privati e ad attuare riforme politiche e normative per facilitare l'operatività e la crescita delle imprese, strategiche per creare più posti di lavoro. Le aree di riferimento individuate sono sanità, energia a prezzi accessibili, infrastrutture e le micro e piccole imprese. Si tratta di settori, secondo l'istituzione multilaterale di Washington, che concentrano le maggiori opportunità di stimolo della crescita, di rafforzamento delle imprese e di creazione di più posti di lavoro e di migliore qualità.

La Banca Mondiale lavorerà con un approccio differenziato per definire i relativi progetti regionali in questi Paesi, tenendo conto che il loro costo può essere fino a quattro volte maggiore rispetto a quello dei Paesi più grandi: l'ipotesi di fondo, quindi, è di snellire l'erogazione dei servizi, usare finanziamenti più flessibili e soluzioni su larga scala per sfruttare al meglio i finanziamenti.

Lo scorso anno la Banca Mondiale ha approvato un record di 3,3 miliardi di dollari in nuovi impegni e garanzie per i piccoli Stati, alle prese con sfide economiche uniche e colpiti in modo sproporzionato dagli shock, come nel caso della guerra in Medio Oriente. "Per le piccole imprese, un singolo uragano, un improvviso aumento dei prezzi dei carburanti importati o un calo del turismo possono vanificare mesi di investimenti e di entrate in pochi giorni", ha notato la Banca in un post sul suo blog, dedicato alla nuova strategia. In più, "i piccoli Stati non possono cambiare le proprie dimensioni o la propria geografia. Ma possono costruire economie che generino posti di lavoro, garantiscano reddito e dignità e rafforzino la resilienza contro futuri shock".

Il blog cita diversi esempi della nuova strategia. Nell'area del Pacifico, anziché duplicare costosi sistemi sanitari di terzo livello in molteplici piccoli Stati insulari, le Figi si stanno configurando "come polo medico regionale. Kiribati, Tonga e Tuvalu vi si collegano, fungendo da 'raggi' della rete, attraverso piattaforme di telemedicina potenziate e sistemi di invio transfrontaliero dei pazienti".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni