Estero

Starmer nel Golfo per sostenere il cessate il fuoco e incontrare leader regionali

Il premier britannico visita monarchie del Golfo e militari, puntando a consolidare l'intesa tra Usa e Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz

8 aprile 2026
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Il primo ministro britannico Keir Starmer si reca oggi nel Golfo per incontrare i leader regionali e per "discutere gli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco". Lo fa sapere Downing Street.

"Accolgo con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte, che porterà un momento di sollievo alla regione e al mondo", ha affermato il primo ministro britannico Starmer. "Insieme ai nostri partner dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere e consolidare questo cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto.

La missione odierna del premier britannico Keir Starmer in alcuni Paesi arabi del Golfo era stata pianificata prima dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto nelle scorse ore da Usa e Iran sotto l'egida della mediazione del Pakistan. Lo sottolinea la Bbc citando fonti di Downing Street e lasciando intendere che Londra non è stata coinvolta negli ultimi sviluppi negoziali.

Starmer ha comunque accolto positivamente l'annuncio dell'intesa, dopo aver auspicato ripetutamente nelle ultime settimane una "de-escalation" anche come premessa per frenare i contraccolpi economici ed energetici innescati a livello globale dall'attacco di Usa e Israele all'Iran e per consentire la piena riapertura del vitale Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale. Mentre si è detto impegnato a fare ora "tutto il possibile" per trasformare il cessate il fuoco in un accordo di pace "duraturo".

Nel suo viaggio iniziato in queste ore, il primo ministro ha in programma di incontrare i leader delle monarchie arabe alleate, come pure i militari britannici schierati nella regione per "ringraziarli del loro coraggioso servizio" e del "sostegno difensivo" che il Regno rivendica di aver dato agli alleati del Golfo presi di mira dalla risposta di Teheran ai raid israelo-americani.

Secondo il ministero della Difesa di Londra, in questi 40 giorni le forze e i sistemi anti-aerei di Londra hanno abbattuto in totale "oltre 110 droni nella regione in oltre 1600 ore di missione". Non sono mancate tuttavia polemiche per il ritardo nell'invio di rinforzi della Royal Navy, con la sola cacciatorpediniere lanciamissili Dragon giunta dopo settimane di attesa nelle acque di Cipro a tutela della base RAF di Akrotiri e nel frattempo già costretta in porto per "lavori di manutenzione ordinari", secondo quanto ammesso ieri sera dalla Difesa.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni