La scadenza per presentare ricorso è fissata per lunedì prossimo, ma la decisione è presa. Jimmy Lai, l'ex magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong, non andrà in appello contro la condanna per violazione della sicurezza nazionale con la quale gli sono stati inflitti 20 anni di carcere il mese scorso.
Gli avvocati, che hanno diffuso la notizia, non hanno fornito alcuna motivazione e hanno spiegato all'Afp che la decisione è arrivata dallo stesso 78enne fondatore del quotidiano Apple Daily, ora chiuso. Una scelta che può apparire strana, soprattutto dopo la vittoria di pochi giorni fa nel ricorso in un processo per frode, ma che per alcuni osservatori sarebbe funzionale all'apertura di negoziazioni politiche per il suo rilascio.
D'altronde era difficile pensare che la giustizia cinese potesse fare un passo indietro per una persona giudicata colpevole di collusione con potenze straniere e di pubblicazione sediziosa, che ha ricevuto la pena più severa finora inflitta in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino.
Per questo la speranza è ora riposta nella diplomazia internazionale. Il responsabile dei diritti umani dell'Onu, Volker Türk, aveva definito il verdetto "incompatibile con il diritto internazionale", il primo ministro britannico Keir Starmer avrebbe sollevato il caso di Lai nel suo recente incontro con il leader cinese Xi Jinping a Pechino.
Ma è soprattutto sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump che si fa affidamento. Il leader della Casa Bianca ha promesso di impegnarsi per la sua liberazione e ora potrebbe sollevare il dossier nel prossimo incontro con il suo omologo cinese, previsto nella capitale cinese tra fine marzo e inizio aprile. Tecnicamente Lai potrebbe fare domanda di appello anche oltre la scadenza, ma dovrebbe fornire motivazioni convincenti per il ritardo, entro il periodo di tempo specificato dalla legge. E non sembra comunque intenzionato a farlo.
Salvo novità, dunque, l'ex magnate pro-democrazia dovrebbe scontare altri 18 anni, anche se ancora non è chiaro come l'assoluzione nel caso per frode incida sul totale della detenzione. Di certo c'è che sarà lunga e che appare come una condanna a morte. Non solo per l'età avanzata, ma anche per una salute provata da diabete e ipertensione e da quasi duemila giorni di isolamento in un penitenziario di massima sicurezza.
Lai era stato dichiarato colpevole per due capi d'accusa legati alla collusione con forze straniere in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a giugno del 2020 dopo le proteste di massa pro-democrazia del 2019, e per un altro legato alla sedizione disciplinata da una legge coloniale, messa in atto attraverso l'Apple Daily.