Estero

Il piano Ue per l'Est, scudo anti-droni e fondi con EastInvest

18 febbraio 2026
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Una "responsabilità politica", oltre che una chiara esigenza "tecnica". La Commissione europea ribadisce l'imperativo di rafforzare il sostegno alle regioni di confine orientale, "le frontiere d'Europa più colpite dagli effetti della guerra della Russia in Ucraina" tra crisi economica, spopolamento e pressione migratoria e lancia la sua strategia.

Per questi territori "esiste un prima e un dopo il 24 febbraio 2022", ha sottolineato il vicepresidente dell'esecutivo Ue responsabile per la Coesione, Raffaele Fitto, presentando il testo rivolto ai nove Paesi Ue che vigilano sul confine est del continente: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria.

Nucleo centrale della strategia - che pur non mobilita risorse fresche - sarà l'avvio della piattaforma 'EastInvest' per facilitare l'accesso a sostegni creditizi da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) e altri istituti per lo sviluppo. Secondo le stime di Bruxelles, tra il 2026 e il 2027 la piattaforma potrebbe mobilitare fino a 28 miliardi di euro (circa 25,5 miliardi di franchi) in investimenti pubblici e privati, facendo da leva per sbloccare ulteriori capitali. Sul fronte della sicurezza, Bruxelles assicura sostegno alle capitali nello sviluppo del muro europeo contro i droni e l'Osservatorio del fianco orientale (l'Eastern Flank Watch), entrambi strumenti già annunciati nei mesi scorsi per far fronte all'escalation degli attacchi ibridi da parte di Mosca, comprese le incursioni con droni.

Dalla sicurezza alla crescita regionale, passando per la connettività digitale ed energetica e alla crisi demografica legata allo spopolamento: sono cinque le priorità di intervento che hanno orientato il lavoro di Palazzo Berlaymont sulla strategia, costruita "con e sui" territori. Un primo "importante passo politico", nelle parole di Fitto, che porterà la Commissione europea a ospitare già la prossima settimana, il 26 febbraio, una conferenza di alto livello con i primi ministri e i ministri dei Paesi interessati. Una prima occasione di confronto, inaugurata da Ursula von der Leyen, che servirà anche a firmare la dichiarazione d'intenti che darà slancio operativo alla piattaforma EastInvest.