Estero

Migranti in Libia vittime di un 'modello di business violento', secondo l'ONU

Rapporto ONU documenta omicidi, torture, violenze sessuali e tratta; chiede rilascio dei detenuti e moratoria su intercettazioni e rimpatri forzati

17 febbraio 2026
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Migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Libia sono soggetti a "spietate e sistematiche violazioni e abusi dei diritti umani", tra cui omicidi, torture, violenze sessuali e tratta di esseri umani, secondo un rapporto pubblicato oggi a Ginevra dall'ONU.

"Non ci sono parole per descrivere l'incubo senza fine a cui queste persone sono costrette", ha commentato l'Alto Commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, denunciando la crescente "avidità dei trafficanti e di chi detiene il potere" e il profitto tratto da un "sistema di sfruttamento". Il rapporto denuncia anche le frequenti espulsioni collettive dalla Libia verso altri paesi, spesso in condizioni di estremo pericolo.

Il rapporto, preparato dall'Alto Commissariato ONU per i diritti umani (OHCHR) e dalla Missione ONU di Supporto in Libia, copre il periodo da gennaio 2024 a dicembre 2025 e svela un "modello di sfruttamento", diventato la normalità, con migranti che vengono catturati e rapiti da reti criminali di trafficanti, spesso legate alle autorità libiche, e da reti criminali all'estero. Durante la detenzione - riassume un comunicato - i migranti sono regolarmente sottoposti a terribili violazioni e abusi.

"Diversi uomini mi hanno violentata molte volte. Bambine di appena 14 anni venivano violentate ogni giorno", ha testimoniato una donna eritrea, detenuta in un centro a Tobruk. I migranti intervistati hanno anche descritto i tentativi di attraversare il Mediterraneo centrale. Le persone intercettate vengono spesso rimpatriate forzatamente in Libia, dove rischiano di subire lo stesso ciclo di abusi.

Nelle sue raccomandazioni, il rapporto, che denuncia anche le frequenti espulsioni collettive dalla Libia, esorta tra l'altro le autorità libiche a rilasciare le persone arbitrariamente detenute nei centri di detenzione ufficiali e non ufficiali, a cessare le pratiche di intercettazione e a porre fine a tutte le forme di schiavitù, lavoro forzato e tratta di esseri umani. Il rapporto chiede anche alla comunità internazionale, inclusa l'Unione Europea, di istituire una moratoria sulle intercettazioni e i rimpatri forzati dei migranti in Libia fino a quando non vi saranno garanzie adeguate di rispetto dei diritti umani.