Estero

Starmer annuncia stretta sui chatbot per tutelare i minori

Obbligo per i fornitori di chatbot di rispettare l'Online Safety Act con sanzioni fino al 10% del fatturato globale

16 febbraio 2026
|

Il premier britannico Keir Starmer ha lanciato un giro di vite per obbligare i colossi dell'intelligenza artificiale a proteggere gli utenti dai contenuti "illegali e spregevoli" generati dai chatbot.

L'annuncio segue l'ondata di indignazione a livello mondiale scatenata da Grok, l'IA di X, utilizzata per creare deepfake sessuali di donne e minorenni. "Nessuna piattaforma sarà esente", ha dichiarato il primo ministro laburista durante un evento a Londra, promettendo di chiudere le falle normative che mettono in pericolo soprattutto bambini e ragazzi sul web.

Al momento tali lacune impediscono l'applicazione dell'Online Safety Act, la legge draconiana a tutela dei minorenni online, a quei chatbot che interagiscono esclusivamente con l'utente, senza coinvolgere altri profili. La stretta è arrivata dopo i duri attacchi di Starmer contro X e il suo proprietario Elon Musk, col noto social network che è già finito nel mirino di due inchieste avviate nel Regno Unito: una dall'Ofcom, l'autorità di regolamentazione dei media, e l'altra dall'Ico, il garante della privacy, proprio per le immagini pedopornografiche e i nudi generati da Grok.

Il premier si è così impegnato a costringere tutti i fornitori di chatbot a rispettare gli obblighi di legge, pena sanzioni pesantissime: fino al 10% del fatturato globale per i giganti tecnologici. Secondo Sir Keir, infatti, lo "status quo" digitale — tra contenuti osceni e falsi e rischi di dipendenza per i ragazzi — non è più sostenibile.

Il primo ministro ha anche fatto riferimento alla possibilità di rafforzare la legge rispetto agli utenti, in relazione all'ipotesi di meccanismi evocati dai media come quello di una sorta di coprifuoco telefonico per i minorenni o di un giro di vite sul cosiddetto "scrolling infinito", la funzione che carica contenuti senza sosta sugli smartphone alimentando un uso compulsivo dei social media.

Non ha invece ancora formalizzato l'intenzione — fatta filtrare da qualche mese — di un potenziale divieto legale tout court dei social agli under 16, sul modello di quanto fatto di recente in Australia — primo Paese al mondo — da un altro governo laburista. Ipotesi, peraltro, non condivisa da tutti nel gabinetto di Sir Keir e contestata dalle opposizioni britanniche di destra come inefficace e illiberale.

Le nuove misure annunciate oggi, ha comunque assicurato il premier, saranno introdotte "nel giro di mesi, non di anni", poiché occorre "agire" — e farlo presto — "per mettere fine a comportamenti che alimentano una natura tossicodipendente" nell'uso dei social da parte di bambini e ragazzi.