È la 46ª vittima dall'inizio dell'anno e la nona in una settimana; arrestati due sospetti e la polizia parla di stato d'emergenza
L'ondata di criminalità nelle comunità arabe in Israele conta oggi la 46ª vittima dall'inizio dell'anno: un ragazzo di 18 anni è stato ucciso oggi a colpi d'arma da fuoco a Nazareth. È la nona vittima in una settimana.
Due giorni fa una donna di 55 anni è stata raggiunta da alcuni proiettili mentre stava stendendo il bucato in una stanza interna della sua casa nella città di Tamra, nella Bassa Galilea. L'aggressore ha aperto il fuoco contro l'auto della famiglia e successivamente verso l'ingresso dell'abitazione. I soccorsi del Magen David Adom hanno dichiarato il decesso della donna.
Poco dopo, mentre gli agenti si trovavano ancora nell'area, ci sono stati ulteriori spari nei dintorni. "Ho trovato mia moglie morta, una scena spaventosa", ha raccontato in tv il marito, aggiungendo: "Eravamo sposati da più di 30 anni. Vorrei essere al suo posto per non aver visto ciò che ho visto. Abbiamo quattro figlie, due figli e 18 nipoti. Siamo sotto shock".
La polizia ha arrestato due uomini di 23 e 36 anni con l'accusa di coinvolgimento nell'omicidio. Altre cinque persone sono state uccise nell'arco di 12 ore, da mercoledì sera a giovedì mattina, tra cui uno sceicco druso e il figlio di un ex sindaco. Il capo della polizia di Israele, Danny Levy, ha avvertito che il Paese si trova in uno "stato di emergenza nazionale".
"La guerra contro le organizzazioni criminali richiede un intervento strutturale da parte di tutti i ministeri del governo: istruzione, welfare, economia, giustizia e il coinvolgimento della leadership locale. Tutti devono mobilitarsi, compreso l'IDF e le diverse organizzazioni sociali", ha osservato Levy. Poi, rivolgendosi al sistema giudiziario e alla procura, ha dichiarato: "Restituiteci immediatamente gli strumenti tecnologici. Non abbiamo la capacità di fermare e prevenire i criminali quando le nostre mani sono legate, le nostre orecchie sono tappate e i nostri occhi sono coperti". La scorsa settimana si sono tenute grandi manifestazioni contro la criminalità in diverse città del Paese. Il ministro della Sicurezza di ultradestra, Itamar Ben Gvir, è stato ampiamente contestato con l'accusa di non prestare volutamente attenzione a questa emergenza nazionale.