Il governo ad interim di Delcy Rodríguez è tornato a rivendicare la sovranità del Venezuela sul territorio ricco di riserve petrolifere della Guayana Esequiba, per il quale mantiene una disputa di sovranità con la Guyana.
Lo ha fatto attraverso una nota del ministero degli Esteri pubblicata oggi in occasione dell'anniversario della firma del Trattato del 1897 che diede il via alla cessione del territorio all'allora colonia britannica e dove afferma che "il Venezuela continuerà a difendere l'Accordo di Ginevra del 1966 come unico mezzo per risolvere la disputa territoriale in modo sovrano e senza l'imposizione delle potenze imperialiste".
La disputa sulla Guayana Esequiba è uno dei molteplici fronti su cui era intervenuto il governo Usa di Donald Trump prima ancora dell'intervento militare del 3 gennaio a Caracas. Il 10 dicembre era stato firmato un accordo bilaterale di cooperazione militare tra Georgetown e Washington che consentiva alle forze di sicurezza statunitensi di inseguire, intercettare e ispezionare imbarcazioni sospettate di narcotraffico nelle acque della Guyana.
Al centro della controversia sono le ingenti riserve di petrolio scoperte nella regione dell'Esequibo stimate in almeno 11 miliardi di barili. Il Venezuela si oppone allo sfruttamento dei giacimenti dove già opera la compagnia Usa Exxon e dai quali si estraggono attualmente circa 900mila barili giornalieri di greggio, una produzione equivalente a quella attuale di Caracas.