Estero

Paesi Bassi: anticorpi aviaria in mucca, prima volta fuori da USA

26 gennaio 2026
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La spia rossa si è accesa nei Paesi Bassi dopo la morte di un gatto, che due giorni prima era risultato positivo all'influenza aviaria. Il caso ha fatto scattare immediata la segnalazione e, a seguire, i controlli. Ed è così che gli anticorpi del virus H5N1 sono stati trovati in una mucca da latte. Si tratta del primo caso del genere fuori dagli Stati Uniti, come evidenziato in una nota dell'Autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo.

"Per quanto ne sappiamo, la presenza di anticorpi contro l'influenza aviaria non è mai stata dimostrata in precedenza nei bovini da latte in Europa", hanno spiegato gli esperti dell'ente. La presenza degli anticorpi indica una precedente infezione nel bovino in questione.

L'analisi dei campioni di latte ha rivelato l'assenza di virus attivo e le autorità sottolineano che non è stata rilevata alcuna ulteriore diffusione dell'H5N1 fra i bovini dell'azienda agricola in questione né, al momento, in altre aziende.

Il caso è rimbalzato anche sul sito della prestigiosa rivista Science. Ma è una lettera inviata un paio di giorni fa dalla ministra dell'agricoltura olandese Femke Wiersma al parlamento a ricostruire l'intera vicenda. Tutto comincia il 24 dicembre, quando l'autorità per la sicurezza alimentare riceve la segnalazione di due gatti malati. Uno dei due è proprio il felino che risulterà positivo all'aviaria prima di morire. Si tratta di un gatto che, secondo il tracciamento, proveniva da un allevamento di bovini da latte nella provincia della Frisia ed è morto a causa del virus H5N1.

Ciò ha spinto le autorità veterinarie a prelevare campioni di sangue e latte dai bovini dell'allevamento. Succede a gennaio. Ed emerge che una delle mucche sottoposte allo screening presenta anticorpi al virus nel latte, anche se nessun campione è risultato positivo al virus stesso. "Non ci sono inoltre segni di diffusione dell'influenza aviaria ad altri allevamenti di bovini da latte", ha scritto la ministra.

Wiersma ha osservato che la mucca aveva sofferto di mastite e problemi respiratori il mese scorso, e il suo latte non era stato trattato. Inoltre, il latte della fattoria è pastorizzato, il che inattiva il virus. "Ciò significa che ci sono pochissime possibilità che il virus della mucca infetta sia finito nel latte destinato al consumo umano", ha sottolineato. Ma non è al momento chiaro come il virus sia arrivato alla fattoria o come il gatto e la mucca siano stati infettati.

L'epidemiologa Marion Koopmans dell'Erasmus Medical Center, un centro ospedaliero universitario a Rotterdam (Paesi Bassi) - si legge sul sito di Science - ha elogiato la rete di sorveglianza sottolineando che il paese ha eseguito uno screening su larga scala per il virus nei bovini da latte nel 2024 (screening risultato negativo), in reazione all'epidemia senza precedenti che ha interessato le mucche statunitensi. Oltreoceano il virus si era diffuso rapidamente in molti Stati federati. Tornando al caso specifico, nella nota ufficiale si precisa che nessuna delle persone che vivono o lavorano nell'azienda agricola olandese ha avuto recentemente malattie simil-influenzali.

I controlli intanto continuano. L'autorità per la sicurezza alimentare ha visitato nuovamente l'azienda il 22 gennaio e sono stati prelevati campioni di sangue e latte da tutti i bovini presenti. Questi hanno dimostrato l'assenza del virus dell'influenza aviaria nell'azienda. I risultati dei test anticorpali sono attesi per la prossima settimana, e potranno dire se altri animali sono entrati in contatto con il virus. Nell'azienda sono presenti anche altri mammiferi, come cani, gatti e cavalli. Tutti sono attualmente asintomatici e non hanno mostrato alcun sintomo.

Il personale è stato sottoposto a test. Controlli necessari. Anche alla luce del fatto che il virus H5N1 negli allevamenti da latte degli Stati Uniti aveva infettato anche alcuni esseri umani, operatori del settore lattiero-caseario, causando principalmente una congiuntivite. Il timore dei ricercatori esperti di influenza è che la diffusione del virus aviario nelle mandrie di bovini offra al patogeno maggiori opportunità di adattarsi ai mammiferi e di trasmettersi meglio tra loro, diventando potenzialmente una grave minaccia per la salute umana.

I Paesi Bassi sono il maggior esportatore europeo di uova, e stanno attraversando la più significativa epidemia di influenza aviaria H5N1 degli ultimi anni. Dall'ottobre 2025, più di 30 allevamenti hanno registrato focolai e più di 1,5 milioni di polli, tacchini e anatre sono stati abbattuti per fermare la diffusione del virus, secondo i dati governativi. Anche molti uccelli selvatici sono morti.

"Ormai l'influenza aviaria non ha più nulla di aviario, potremmo ribattezzarla bovina, suina, felina, canina, di tutti i mammiferi. È un virus che ha fatto il giro del mondo qualche migliaia di volte. Oggi ci sono allevamenti colpiti in Europa, vuol dire che c'è stato un passaggio di specie continuo tra gli animali. Serve un approccio 'One Health' con infettivologi, virologi, veterinari, epidemiologi, tutti insieme per mettere a punto le tecniche per poter intercettare i casi e poi vaccini - che già si stanno sviluppando, ma vanno prodotti su larga scala - ma anche test diagnostici per l'uomo, rapidi e pronti da usare se ci dovesse essere la diffusione tra gli umani. E poi c'è il tema dei farmaci anti-aviaria. Non è lontana da noi, ma già tra noi, quindi è solo una questione di tempo rispetto alla trasmissione interumana", ha detto all'agenzia di stampa italiana Adnkronos Matteo Bassetti, direttore del settore malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova (Liguria), commenta la scoperta degli anticorpi del virus dell'aviaria in una mucca olandese.

Anche in Svizzera l'influenza aviaria si sta diffondendo. Dall'inizio dello scorso mese di novembre sono stati riscontrati diversi casi, come risulta dai dati dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, ma esclusivamente tra volatili.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni