Denuncia di omissioni e tradimenti, coinvolgimento del coinquilino e pausa processuale in attesa della decisione della Corte Costituzionale
"Questo è uno degli aspetti più dolorosi anche per noi: i tradimenti che ha subito Giulio anche da persone di cui si fidava e a cui voleva bene, e che, tra l'altro, aveva anche aiutato. E poi questa vicenda terrificante per cui la National Security entrava e usciva da casa sua. Sono entrati anche quando Giulio era scomparso. Il coinquilino, ovviamente connivente, li faceva entrare, ha consegnato la copia del passaporto e ha raccontato questa cosa all'altra coinquilina, tedesca e quindi cittadina europea, e nessuno dei due si è preso la briga di avvertire Giulio, dire 'guarda che c'è la National Security che ti sta cercando, che comunque evidentemente sta indagando su di te'. Giulio stava per partire per tornare a casa per le vacanze di Natale e non sarebbe più tornato in Egitto, ovviamente, e sarebbe ancora con noi". Così Alessandra Ballerini, l'avvocato dei coniugi Regeni, a Che tempo che fa, a 10 anni dal rapimento e in occasione dell'uscita del docufilm su Giulio Regeni "Tutto il male del mondo".
"Per noi - ha proseguito il legale - è importantissimo sapere che il nostro Paese e la più alta carica dello Stato ci sono vicini, perché, come dire, non è sempre stato così: abbiamo subito tradimenti e anche abbandoni da parte dei vari governi che si sono succeduti in questi anni. È stato un percorso travagliato, fatto anche di rinuncia e di 'lasciare perdere' perché non avremmo mai avuto un processo; invece abbiamo un processo, ci sono quattro imputati e siamo molto, molto vicini alla conclusione. Ora c'è una breve pausa e sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale, ma riprenderà presto. C'è questa pausa perché bisogna capire chi deve pagare gli eventuali consulenti tecnici della difesa degli imputati, quindi se a carico dello Stato italiano o meno. Sciolto questo nodo, manca ancora la produzione di un atto, poi le discussioni finali e la decisione. Quindi questo nostro faticosissimo percorso potrebbe arrivare alla fine: potremmo avere quella verità processuale che serve appunto per dire al mondo che non si tortura, che non si può calpestare la dignità di un essere umano e che ci sono dei valori che sono universali e intangibili. E questo è per Giulio, ma per tutti i Giulio e le Giulie".