Estero

Giuli inaugura a Tunisi la mostra 'Magna Mater', ponte archeologico con l'Italia

22 gennaio 2026
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Il ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli, insieme alla sua omologa tunisina Amina Srarfi, ha aperto al museo del Bardo di Tunisi la mostra 'Magna Mater tra Zama e Roma', nuova tappa di un progetto di cooperazione archeologica tra Italia e Tunisia avviato dopo l'esposizione, lo scorso anno, al Parco archeologico del Colosseo a Roma.

Dopo aver espresso compassione e sostegno alle famiglie delle vittime delle inondazioni che hanno colpito in questi ultimi giorni la Tunisia, Giuli si è detto "particolarmente felice di trovarsi in questo splendido, incredibile, museo archeologico, un vero tempio dell'arte classica e uno dei più preziosi al mondo" per presentare "un notevole progetto di cooperazione tra Tunisia e Italia". "La mostra racconta la storia di un culto antico e di un'amicizia molto contemporanea" ha detto il ministro spiegando che "il culto è quello della Magna Mater, la Grande Madre, con i suoi molti nomi e le sue molteplici identità, una divinità come poche altre, incarna il carattere profondamente acritico del nostro Mediterraneo globale, e lo esprime in molti e diversi modi". Il percorso espositivo ruota attorno al culto di Cibele, 'Magna Mater', e mette al centro una selezione di 30 reperti provenienti dal sito di Zama Regia, nel governatorato tunisino di Siliana, oggetto di restauri in Italia, nei laboratori del Parco del Colosseo. La mostra è inserita nelle azioni di cooperazione culturale richiamate dal Piano Mattei. "Questo evento è il risultato di uno sforzo comune tra le autorità tunisine e italiane", ha sottolineato Giuli, aggiungendo che "la cooperazione culturale è uno dei fondamenti più solidi e frequenti delle relazioni tra Tunisia e Italia. Un rapporto di amicizia, sincera amicizia, amore, basato sul rispetto reciproco, la condivisione di obiettivi e interessi comuni. L'Italia è orgogliosa di essere il principale partner della Tunisia nel settore archeologico con ben 14 missioni congiunte attive nel Paese". "Il governo italiano è convinto che la cultura e il patrimonio culturale sono tra i beni più preziosi di una nazione. Un bene pubblico essenziale per la popolazione, ma anche un motore di sviluppo sostenibile e crescita economica. La Tunisia è erede di una civiltà millenaria, custode di un patrimonio culturale eccezionalmente ricco che il governo si impegna a proteggere e promuovere sulla scena internazionale", ha concluso Giuli.