Pechino non specifica se accetterà; il Board, pensato per la ricostruzione di Gaza, ha ricevuto inviti anche per Putin, Orban e Mark Carney
La Cina ha confermato di aver ricevuto dal presidente americano Donald Trump l'offerta di entrare nel Board of Peace. È quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun.
La Cina "ha ricevuto l'invito degli Stati Uniti", ha riferito Guo nel briefing quotidiano, senza specificare se Pechino lo avrebbe accettato o meno. Le relazioni Cina-Usa "hanno raggiunto una stabilità dinamica complessiva" nell'ultimo anno, malgrado la guerra commerciale abbia visto prima l'imposizione di dazi reciproci a tre cifre seguiti, poi, da una tregua di un anno.
I rapporti sino-americani "hanno vissuto alti e bassi, ma hanno mantenuto una stabilità dinamica complessiva", ha osservato ancora il portavoce, per il quale la cooperazione tra Pechino e Washington "avvantaggia entrambe le parti, mentre il confronto le danneggia".
Il Board era stato originariamente pensato per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza devastata dalla guerra, ma la sua carta costitutiva non sembra limitarne il ruolo al territorio palestinese occupato. Washington ha chiesto a diversi leader di far parte del Board, presieduto da Trump, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, il premier ungherese Viktor Orban e quello canadese Mark Carney.