La Banca centrale cinese (Pboc), dopo il taglio di 10 punti base deciso a maggio, ha mantenuto per l'ottavo mese consecutivo al 3% il fixing di gennaio del Loan prime rate (Lpr) a un anno, tra i tassi preferenziali offerti dagli istituti di credito alla clientela migliore e un riferimento per quelli applicati agli altri prestiti.
La mossa della Pboc, in linea con le previsioni, ha anche confermato al 3,5%, dopo l'analoga limatura di 10 punti base di maggio, del tasso primario sui prestiti Lpr a cinque anni, il benchmark dei mutui immobiliari che è molto seguito nel mezzo della persistente crisi del settore.
Le autorità monetarie cinesi si stanno concentrando sul sostegno mirato a settori specifici per sostenere un'economia in rallentamento, anziché su un allentamento generalizzato. La decisione odierna è stata presa mentre la Cina ha perso slancio nell'ultimo trimestre del 2025, crescendo del 4,5% su base annua, al ritmo più lento dalla fine della stretta anti-Covid di fine 2022.
La crescita delle vendite al dettaglio è scesa al minimo triennale (solo +0,9% a dicembre), scontando la crisi immobiliare, un mercato del lavoro in difficoltà e una deflazione radicata. La scorsa settimana, la Banca centrale ha abbassato i tassi di interesse sui suoi strumenti di politica monetaria strutturale dello 0,25%, riducendo il tasso a 1 anno per varie linee di prestito dall'1,5% all'1,25%, a partire da lunedì. Gli economisti di Goldman Sachs si aspettano che la Pboc debba ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria di 50 punti base e il tasso ufficiale di 10 punti base nel primo trimestre.
I nuovi prestiti bancari si sono ridotti a 16.270 miliardi di yuan (2.330 miliardi di dollari) nel 2025, secondo i dati ufficiali della scorsa settimana, evidenziando la debole domanda di prestiti e aumentando la pressione sul governo affinché fornisca ulteriori stimoli.