Estero

Negoziatori in USA, "Mosca non vuole la pace"

17 gennaio 2026
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Le coste soleggiate di Miami, guardando alle cime innevate di Davos. Volodymyr Zelensky invia negli Stati Uniti la sua squadra di negoziatori per incontrare gli inviati di Donald Trump e risolvere i disaccordi su uno dei passaggi fondamentali per arrivare alla fine della guerra in Ucraina: le garanzie di sicurezza statunitensi per Kiev, che il leader ucraino spera di firmare la prossima settimana, in occasione di un vertice con il presidente americano al Forum economico mondiale (WEF), nella località grigionese.

E nel frattempo, cogliere l'occasione dei colloqui per rispedire al mittente le accuse di Trump, mettendo in chiaro che "l'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace".

In Florida, il team ucraino - guidato dal nuovo capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov e formato dal capo negoziatore Rustem Umerov e da David Arakhamia - è giunto con la speranza di ottenere "maggiore chiarezza" dagli inviati americani Jared Kushner, Steve Witkoff e dal Segretario dell'Esercito degli Stati Uniti, Dan Driscoll, all'indomani dell'ennesima frattura tra Washington e Kiev dopo che Trump ha accusato Zelensky di "rallentare" l'accordo di pace a causa dei nodi su territori e garanzie di sicurezza.

Se da una parte le parole del tycoon hanno ricevuto il plauso del Cremlino, dall'altra sono state respinte dal presidente ucraino, secondo cui i colloqui di Miami saranno utili a "presentare un quadro completo e accurato delle conseguenze degli attacchi russi". La situazione in Ucraina è infatti più drammatica che mai, mentre il Paese affronta il suo inverno più difficile dall'inizio della guerra nel 2022 a causa degli attacchi russi sulle infrastrutture energetiche, tanto da spingere il governo a dichiarare lo stato di emergenza nazionale.

Centinaia di migliaia di persone sono costrette al buio e al gelo in tutte le regioni del Paese, compresa la capitale Kiev dove le scuole rimarranno chiuse fino a febbraio per i problemi di salute dovuti all'interruzione di corrente. E come se non bastasse, "ci sono ampie informazioni sui preparativi per ulteriori attacchi russi al nostro settore energetico e alle nostre infrastrutture, comprese le strutture e le reti che servono le nostre centrali nucleari", ha denunciato Zelensky dopo un incontro con il capo dell'intelligence militare Oleh Ivashchenko.

Tutto questo, secondo il leader di Kiev, porta "discredito al processo diplomatico: la gente perde fiducia nella diplomazia e gli attacchi russi minano costantemente anche le limitate opportunità di dialogo che esistevano in precedenza. La parte americana deve comprenderlo". E gli incontri di Miami saranno utili a farlo, secondo il leader di Kiev.