Estero

Israele in allerta per possibile intervento USA in Iran

Netanyahu e Rubio discutono di un intervento mentre si pianificano operazioni a Gaza.

11 gennaio 2026
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Israele è in stato di massima allerta a causa della possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove le proteste antigovernative stanno crescendo. Questa informazione è stata riportata da Reuters, che cita tre fonti israeliane ben informate.

Le fonti, che hanno partecipato alle recenti consultazioni sulla sicurezza israeliana, non hanno fornito dettagli specifici su cosa comporti esattamente questo stato di massima allerta per Israele.

Durante una conversazione avvenuta ieri, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo quanto riferito da una fonte israeliana presente all'incontro.

Nel frattempo, è emerso che l'esercito israeliano ha sviluppato piani per lanciare nuove operazioni militari intensive a Gaza nel mese di marzo. L'offensiva, mirata a Gaza City, ha l'obiettivo di spingere la linea di demarcazione del cessate il fuoco verso la costa dell'enclave, ampliando il controllo territoriale.

Questa notizia è stata riportata dal Times of Israel, che cita un funzionario israeliano e un diplomatico arabo. Quest'ultimo ha sottolineato che l'operazione non potrà iniziare senza l'approvazione degli Stati Uniti, i quali stanno cercando di avanzare il fragile cessate il fuoco raggiunto a ottobre verso una seconda fase che includa il disarmo di Hamas.

Il primo ministro Netanyahu, secondo il quotidiano, ha accettato di collaborare con Donald Trump per avanzare il cessate il fuoco, ma rimane scettico sulla possibilità di disarmare Hamas. Per questo motivo, ha incaricato le Forze di Difesa Israeliane di preparare un piano di emergenza.

Altre fonti, questa volta del Wall Street Journal, confermano i preparativi per una nuova offensiva, affermando che sia Israele che Hamas si stanno preparando a una ripresa degli scontri, poiché il gruppo militante palestinese rifiuta di disarmarsi.

A Gaza, Hamas si sta concentrando sulla ricostruzione delle proprie capacità militari, comprese le infrastrutture dei tunnel danneggiati. Inoltre, ha ricevuto nuovi fondi che gli hanno permesso di pagare regolarmente gli stipendi dei suoi combattenti.