Lo Stato spagnolo e la Chiesa cattolica hanno siglato un accordo definito "storico" per il risarcimento delle vittime di abusi sessuali in ambito ecclesiastico: si stabilisce un sistema misto che affida allo Stato il riconoscimento dei casi e alla Chiesa il pagamento degli indennizzi.
L'intesa, firmata dal ministro della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Cortes, Felix Bolanos, dal presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), monsignor Luis Arguello, e dal presidente della Conferenza spagnola dei Religiosi (Confer), Jesus Diaz Sariego, ha visto la mediazione dalla Santa Sede, che Madrid ha "ringraziato per il suo coinvolgimento".
Il meccanismo, valido per un anno e prorogabile di un altro, istituisce una via di riparazione extra-giudiziaria e mista Stato-Chiesa. Le vittime presenteranno domanda al ministero di Giustizia. Il fascicolo sarà trasmesso al Difensore del Popolo, che ascolterà l'interessato e formulerà una proposta di riconoscimento e riparazione, simbolica, morale, psicologica, spirituale e/o economica.
Il costo delle indennità sarà interamente a carico della Chiesa. In caso di disaccordo, interverrà una Commissione mista con la partecipazione delle associazioni delle vittime. Se la mediazione fallisse, la decisione finale spetterà al Difensore del Popolo.
"Oggi siamo una democrazia migliore perché saldiamo un debito storico e morale con le vittime", ha dichiarato Bolanos, parlando di "giustizia verso chi per decenni ha incontrato solo silenzio e occultamento".
Mentre il presidente dei vescovi spagnoli, Luis Arguello, ha sottolineato "l'apertura di una nuova strada" amministrativa per le vittime di abusi sessuali penalmente prescritti, anche per coloro che non abbiano aderito al Piano di riparazione integrale Prive, avviato a inizio 2025 dalla Chiesa spagnola, "che ha già fornito indennizzi per due milioni di euro". Dal fronte degli ordini religiosi, Jesus Diego Sariego ha rivendicato "il compromesso morale" della Chiesa: "Quale istituzione si fa carico di reati prescritti?".
L'accordo arriva dopo un braccio di ferro durato oltre due anni. A monte, una maxi-inchiesta di El Pais, che ha rivelato centinaia di casi di violenze sessuali e portato il Parlamento a incaricare il Difensore del Popolo di un'indagine ufficiale. Il rapporto finale, pubblicato nell'ottobre 2023, stima che l'1,13% della popolazione spagnola - circa 440mila persone - abbia subito abusi in ambito religioso.
Dati che hanno messo in crisi il piano interno dei vescovi, giudicato inefficiente e poco trasparente. Secondo il bilancio fornito dalla Cee nel novembre scorso, 101 casi erano stati presi in esame e 58 vittime indennizzate.