Estero

Il primo concistoro di Leone, 'aiutatemi, ne ho bisogno'

7 gennaio 2026
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"Aiutatemi nella guida della Chiesa, ne ho bisogno ". È stata quasi un'invocazione quella di papa Leone al termine oggi della prima sessione dei lavori del suo primo concistoro straordinario, indetto come ha ricordato lui stesso dopo il Conclave che lo ha eletto.

"Dobbiamo essere uniti, la divisione disperde" aveva esordito nel primo pomeriggio nel suo discorso di introduzione davanti a 170 cardinali partecipanti, tra elettori e non degli oltre 200 del Collegio cardinalizio.

Accanto al Papa, al tavolo dei relatori hanno presieduto la riunione i cardinali Ángel Fernández Artime e Mario Grech, a 'capo' del Sinodo; dall'altro lato il sottosegretario Fabio Baggio, il cardinale Arthur Roche, e il Prefetto della Dottrina della Fede, Victor Manuel Fernandez. Poi tanti emeriti ma anche alcuni protagonisti del recente conclave come il Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, il presidente della Cei Matteo Zuppi e il filippino Pablo Virgilio David oltre a qualcuno (pochi) dei più giovani come il cardinale di Algeri, Jean Paul Vesco e il canadese Francis Leo.

I lavori sono stati introdotti dal cardinale Timothy Radcliffe che non ha esitato a menzionare la questione degli abusi alludendo alle tempeste nella Chiesa. Dopo la prima sessione di lavoro svoltasi in gruppi di lavoro, a netta maggioranza il concistoro ha scelto come temi di discussione per domani la "missionarietà" e "sinodalità".

Quindi il Papa al termine della riunione ha parlato a braccio ai confratelli: "Il tempo è brevissimo ma era importante anche per me che fosse qui, sento la necessità che discerniamo insieme". Poi ha ripreso i temi dell'omelia di ieri chiedendo direttamente ai cardinali: "C'è vita nella nostra Chiesa? Io sono convinto di sì ma la risposta rimane lì", "possono esserci dubbi, paure ma se abbiamo fiducia non abbiamo nulla da temere".

Significativamente all'udienza generale di oggi Leone ha richiamato l'urgenza di riscoprire il Concilio Vaticano II con le sue riforme e nella riunione di oggi ha riannodato il filo del magistero dei pontefici da Paolo VI (che il Concilio lo ha portato a termine) passando per Giovanni Paolo II, Benedetto XVI fino a Francesco.

A margine dei lavori emerge che in effetti la 'vexata quaestio' della messa in latino, cioè la celebrazione secondo il rito preconciliare, che tanto ha diviso gli animi nel corso del pontificato di papa Francesco, sarà nell'ambito dei lavori uno dei temi di discussione più forti del concistoro straordinario.

Il Concilio Vaticano II, ha detto all'udienza stamane Prevost, "ha avviato un'importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio. Al tempo stesso, ci ha aiutati ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell'epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia verso l'umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna".

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