Sarà rinviata l'inaugurazione solenne della prossima sessione annuale del Parlamento di Westminster, coronata tradizionalmente dal King's Speech: discorso a Camere riunite in cui il sovrano legge il programma del governo per i successivi 12 mesi.
Lo ha deciso il primo ministro Keir Starmer, secondo anticipazioni concordanti dei media. La mossa, stando all'interpretazione dei più, mira ad allontanare il rischio di una sfida alla sua leadership in seno alla stessa maggioranza laburista, fra i cui ranghi montano da tempo venti di ribellioni e auspici di una sostituzione di sir Keir ai vertici sia del partito sia del governo a causa di contrasti intestini sulla sua politica e del tracollo dei consensi al Labour registrato dai sondaggi.
La cerimonia, calcola la Bbc, si terrà non prima della settimana successiva a quella delle amministrative d'inizio maggio 2026: appuntamento ad alto rischio per il partito di Starmer che coinvolgerà milioni di elettori per il rinnovo d'importanti amministrazioni locali fra Inghilterra, Scozia e Galles.
Il rinvio si tradurrebbe nel prolungamento della sospensione obbligata dei lavori parlamentari, fra il voto e il King's Speech, mettendo al riparo il premier da trame immediate contro di lui in seno al gruppo laburista fra i corridoi di Westminster, in caso di disfatta alle urne. E garantendogli la possibilità di presentare poi un nuovo programma annuale di governo per strappare almeno qualche mese di tregua nelle speranze dell'entourage.
L'operazione non manca di alimentare peraltro il rischio di polemiche, mentre il governo è sotto accusa pure per l'allungamento dei tempi del processo di riorganizzazione territoriale di alcune amministrazioni che minaccia di condurre al rinvio a lungo termine del voto - per il secondo anno di fila - per l'elezione di quattro nuove posizioni di sindaco metropolitano e il rinnovo dei consigli municipali di Norfolk, Suffolk, Essex, Surrey, East and West Sussex e Hampshire: concentrati in zone dell'Inghilterra dominate storicamente dalle destre. Ipotesi denunciata come "uno sfregio alla democrazia" sia dall'opposizione Tory sia da Reform Uk, il partito trumpiano di Nigel Farage.