La misura approvata dal Senato mira a proteggere produzione nazionale e pmi; Pechino parla di protezionismo e Washington chiede controlli più severi
Il governo messicano ha difeso l'introduzione di nuovi dazi fino al 50% su oltre 1.400 prodotti asiatici, una misura approvata dal Senato e interpretata come un segnale diretto verso la Cina mentre si avvicina la revisione del trattato commerciale con Stati Uniti e Canada prevista per il 2026. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha spiegato che l'obiettivo è "sostenere la produzione nazionale e tutelare le piccole e medie imprese", precisando che i dazi riguardano esclusivamente i Paesi con cui il Messico non ha accordi commerciali.
Pechino ha criticato la decisione definendola, secondo quanto riportato dal South China Morning Post, "unilaterale e protezionista" ed avvertendo che danneggerà gli esportatori cinesi. Sheinbaum ha assicurato che il governo messicano ha consultato imprese nazionali e straniere per evitare impatti sui prezzi e ha ribadito che "non c'è volontà di creare conflitti". Il provvedimento arriva in un momento in cui Washington sollecita controlli più rigidi sui prodotti cinesi che entrano nelle filiere nordamericane attraverso il Messico.