Estero

Spagna: nuovi arresti nei casi che coinvolgono ex uomini di Sánchez

11 dicembre 2025
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In Spagna le inchieste per corruzione in cui sono coinvolti due ex uomini chiave del premier Pedro Sánchez, i socialisti Santos Cerdán e l'ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos, si arricchiscono di nuovi capitoli. Nelle ultime ore, riferiscono diversi media spagnoli, sono infatti scattati dei blitz della Guardia Civil che hanno portato all'arresto di alcune figure considerate legate a uno dei presunti giri di tangenti per cui i due sono sospettati, nonché a perquisizioni di diverse società che hanno ottenuto appalti pubblici in periodi di governo socialista.

In manette sono finiti una ex militante del Partito socialista (PSOE), Leire Díez, un ex presidente della Società statale per le partecipazioni industriali, Vicente Fernández Guerrero, e un imprenditore, Joseba Antxon Alonso Egurrola: per tutti e tre, spiega tra gli altri "El País", gli inquirenti sospettano un coinvolgimento nella trama corrotta di cui sarebbe stato leader Santos Cerdán, che è succeduto ad Ábalos nel ruolo di terza figura più importante nel PSOE (segretario organizzativo) tra il 2021 e il 2025. Per questo caso, Cerdán ha trascorso 4 mesi e mezzo in detenzione preventiva tra fine giugno e metà novembre scorsi.

Nel frattempo, proprio oggi un giudice della Corte suprema ha confermato il rinvio a giudizio per Ábalos in merito al filone di indagine per corruzione per cui l'ex ministro è accusato di aver orchestrato un giro di benefici illeciti nell'ambito dell'acquisto di materiale sanitario da parte di amministrazioni pubbliche in epoca Covid. Per questo caso, Ábalos è in detenzione preventiva dal 27 novembre.

Sempre nelle ultime ore i media spagnoli hanno poi riportato importanti sviluppi anche in una causa non legata alle precedenti: la polizia ha infatti arrestato Julio Martínez e Roberto Roselli, rispettivamente proprietario e presidente della direzione di Plus Ultra, una compagnia aerea che nel 2021 fu salvata dalla bancarotta grazie all'intervento dell'allora governo Sánchez II: oltre 50 milioni che gli inquirenti credono siano in realtà stati usati per restituire prestiti concessi da una struttura societaria che serviva a riciclare fondi illeciti provenienti dal Venezuela.