Estero

Migranti: Consiglio Europa, dichiarazione per ciscoscrivere diritti

10 dicembre 2025
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Roma, Londra, Copenaghen e altre 24 capitali chiedono alla Cedu di "trovare un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi individuali dei migranti e gli importanti interessi pubblici di difesa della libertà e della sicurezza nelle nostre società".

La dichiarazione, pubblicata dal governo britannico, è stata redatta in occasione della riunione dei ministri degli Stati membri al Consiglio d'Europa per discutere di immigrazione e diritti umani.

I firmatari domandano che i migranti "condannati per reati gravi" non possano più far ricorso all'articolo 8 della convenzione, che riconosce il diritto al rispetto della vita famigliare e privata, per non essere espulsi. "È fondamentale che l'equilibrio tra i diritti individuali e gli obiettivi legittimi di cui all'articolo 8 della convenzione sia adeguato in modo da attribuire maggiore importanza alla natura e alla gravità del reato commesso e minore importanza ai legami sociali, culturali e familiari del criminale straniero con il paese ospitante e con il paese di destinazione", si legge nella dichiarazione.

Inoltre i 27 chiedono di rivedere il concetto di "trattamento inumano e degradante", contenuto nella convenzione, affinché sia "limitato alle questioni più gravi, in modo tale da non impedire agli Stati di adottare decisioni proporzionate in materia di espulsione di criminali stranieri o in casi di allontanamento o estradizione, compresi i casi che sollevano questioni relative all'assistenza sanitaria e alle condizioni carcerarie". L'altra richiesta alla Cedu è che riconosca "il contesto geopolitico estremamente delicato e la necessità di garantire adeguatamente la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica, anche nei casi in cui i diritti umani e le libertà fondamentali siano oggetto di abusi e di un uso strumentale da parte di regimi ostili e di singoli richiedenti con secondi fini". Questo punto interessa particolarmente i paesi che confinano con la Bielorussia che nel tempo ha usato migliaia di migranti per fare pressione sui vicini, che ora hanno dei ricorsi contro di loro che pendono alla Corte di Strasburgo.

Oltre all'Italia, al Regno Unito e la Danimarca, gli altri firmatari sono Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Svezia, Ucraina.