Le pressioni della deflazione in Cina consolidano la fase di allentamento: l'indice dei prezzi al consumo di novembre è cresciuto dello 0,7% su base annua, in linea con le previsioni e ben oltre il +0,2% registrato a ottobre, centrando il passo più ampio da febbraio del 2024.
Secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, l'indice dei prezzi alla produzione, che misura la dinamica dei prezzi dei beni prima che siano venduti all'ingrosso o distribuiti, è sceso del 2,2%, più del -2% stimato alla vigilia e del -2,1% di ottobre, in un segnale di persistenti difficoltà dell'economia.
L'espansione della dinamica dei prezzi "è stata trainata principalmente dai cambi, da cali ad aumenti, dei prezzi dei prodotti alimentari", ha rimarcato Dong Lijuan, funzionario dell'Ufficio nazionale di statistica, in una nota interpretativa dei dati.
Uno dei problemi primari dell'economia cinese è costituito dai consumi asfittici che alimentano le spinte della deflazione, in una congiuntura segnata dalla crisi cronica del settore immobiliare e dalla disoccupazione, soprattutto giovanile.
L'indice dei prezzi alla produzione, infatti, è in territorio negativo da oltre tre anni, riflettendo la debolezza della domanda e l'eccesso di offerta globale di beni manifatturieri provenienti dal Dragone.
I dati odierni, tuttavia, segnalano un possibile cambiamento, soprattutto se combinati con quelli di lunedì sull'interscambio commerciale, sempre di novembre. La Cina ha registrato un surplus mensile record di 111,68 miliardi di dollari e uno monstre nei primi 11 mesi del 2025 pari a 1'076 miliardi (+21,6%), frutto di un export cresciuto del 5,4% su base annua e di un import in calo dello 0,6%.
Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita in Cina, ha avvertito nel fine settimana che l'Europa sarebbe "costretta ad adottare misure severe", inclusi i dazi, se Pechino non riuscisse a ridurre l'enorme surplus con l'Europa di oltre 300 miliardi.
Malgrado le esportazioni robuste e l'ulteriore segnale di debolezza dei consumi interni cinesi, i dati hanno anche mostrato che le importazioni hanno deluso le previsioni, crescendo di appena l'1,9% a novembre.